TICINO
11.11.11 - 11:520
Aggiornamento : 24.11.14 - 14:56

Quanto deve Bignasca a Banca Stato?

BELLINZONA - Tornano d'attualità i debiti del presidente della Lega Giuliano Bignasca e il suo legame con la Banca dello Stato del Cantone Ticino. Oggi è LaRegioneTicino che ripropone il tema lanciato dal Caffé qualche settimana orsono. La cifra fornita il 9 ottobre scorso dal domenicale è quella di 28 milioni di franchi di debito. Una storia che risale alla metà degli anni 2000. La Banca dello Stato concesse un credito di 53 milioni di franchi, che, stando alle informazioni del domenicale, sarebbero serviti a rilevare i debiti che Bignasca aveva con due grandi banche svizzere per poi concentrarli in un unico debito presso Banca Stato.

Bignasca precisò il 9 ottobre che i milioni di debito erano meno della cinquantina riportati dal Caffé (LaRegione oggi parla di 67 milioni di debiti ed esecuzioni in corso per oltre 40 milioni di franchi) e aggiunse che oggi il debito con la Banca dello Stato è di 28-29 milioni di franchi. Un debito "super garantito" in quanto Bignasca sarebbe proprietario di 14 stabili che rendono 2,7 milioni di franchi all'anno. E il presidente è sicuro: "se dovessi lasciare Banca Stato, altre dieci banche mi aprirebbero le porte".

LaRegione è tornata sulle cifre e aggiunge che il presidente della Lega nel 2000 ammise di aver 67 milioni di debiti. La domanda che il giornale si è posto è come possa un cittadino  - con 67 milioni di debiti e esecuzioni in corso per oltre 40 milioni di franchi (di cui 38 milioni fra Ubs e Credit Suisse)  -  ricevere un credito da un'altra banca. Nel luglio del 2000,  scrive ancora la Regione riprendendo vecchie cronache risalenti all'epoca, si legge che una banca concesse a Giuliano Bignasca, che allora era consigliere nazionale e Municipale di Lugano un credito di 1 milione di franchi per, così sembra, pagare imposte arretrate. “E quella banca era la Banca dello Stato del Cantone Ticino” scrive il giornale che finisce per chiedersi: “Come ha fatto un imprenditore esposto per 67 milioni di franchi ed esecuzioni in corso per oltre 40 milioni di franchi a farsi prestare un milione di franchi?

Si fanno solo supposizioni. Infatti, non si sa a quali condizioni Giuliano Bigansca abbia lasciato una banca e annodato relazioni con un'altra. Evidentemente, - si legge su LaRegione - se le trattative fossero andate in questo senso a fare un affare potrebbero essere stati in due: la vecchia banca, che si è liberata di un pesante debitore che non paga facilmente, e il debitore stesso che per andar via potrebbe aver fatto di tutto per strappare uno sconto sul debito. E, non da ultimo, col debito ridimensionato si possono aumentare le garanzie e pretendere così dalla nuova banca condizioni di mercato (tassi di interesse) più favorevoli.

Non si sa come siano andate le cose, anche perché in Banca Stato le bocche restano cucite (anche grazie al segreto bancario). La domande che pone LaRegione sono: Come mai BancaStato dieci anni fa prestò un milione di franchi? Quali garanzie aveva? Come mai si scopre che Bignasca ha un mega-debito con BancaStato? Se un imprenditore qualsiasi nella stessa situazione di Bignasca si rivolgesse alla Banca dello Stato, essa riuscirebbe ad offrire le stesse facilitazioni?

La conclusione del giornale è squisitamente politico-sociale. Un Ticino che ha un imprenditore, analogamente all'Italia di Berlusconi, che ha saputo vendersi bene e che è riuscito a salvarsi grazie alla politica.

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