LUGANO
20.07.10 - 09:520
Aggiornamento : 24.11.14 - 23:09

Dieci anni fa moriva Giuseppe Buffi

Il PLRT ricorderà Buffi il prossimo 18 settembre con una manifestazione al Centro d'arti e mestieri di Bellinzona

LUGANO - Dieci anni fa moriva Giuseppe Buffi. Il consigliere di Stato fu colpito da un infarto mentre si recava in vacanza a Chioggia con la sua famiglia.

Il Ticino perdeva un un docente, un giornalista, un deputato e un Consigliere di Stato. Il Ticino perdeva un uomo che amava e che aveva dato tanto alla sua terra.

Il PLRT ricorderà Buffi il prossimo 18 settembre con una manifestazione al Centro d'arti e mestieri di Bellinzona.

Perché Buffi non è soltanto l'uomo dell'USI. Buffi è stato anche direttore de "Il Dovere" per undici anni (dal 1975 al 1986), dal 1971 granconsigliere per il PLRT, capogruppo. E poi l'entrata nel 1986 in Consiglio di Stato, subentrando al dimissionario Carlo Speziali, che lasciò l'esecutivo dopo la bruciante sconfitta popolare sul Centro (post)universitario della Svizzera italiana (CUSI) .

In questi giorni i quotidiani stanno ospitando interventi di personaggi politici e della società ticinese che ricordano la figura del politico ticinese che morì in un cantone che stava iniziando il secondo millennio con l'ambizione di diventare grande con Lugano al suo centro.

Oggi è il Cdt che dedica una pagina intera all'ex Consigliere di Stato scomparso. L'intervento di Marina Masoni è incentrato sullo spirito liberale di Buffi che "aveva superato i rigidi steccati entro cui al partito di maggioranza relativa piace confinare i suoi esponenti di spicco e meno". Un Buffi che anticipò il liberalismo che va di moda, che secondo Masoni, abbandonò la sua area radicale per aderire a quella liberale.

Michele Fazioli, invece lo ricorda come amico, sottolineando la sua opera, "il suo capolavoro dell'USI che ha sprovincializzato il Ticino e gli ha dato respiro nazionale e internazionale". Sul lavoro di Governo insieme a Marina Masoni ricorda come Buffi "usò fino in fondo e senza torie ideologche il metodo liberale di analisi e prassi: e così con Marina Masoni riuscì a rovesciare e superare antagonismi di etichette e pregiudizi datati, avviando una vera modernizzazione dell'azione politica intesa come realistica promozione del bene comune oltre gli egoismi di casta economica ma anche oltre la statolatria ideologica".
 

Foto d'apertura: Tipress / Alessandra Balestra

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