GIUBIASCO
17.02.10 - 17:430
Aggiornamento : 21.11.14 - 15:23

Rifiuti al mercurio, l'ACR: "Tutto in regola"

GIUBIASCO - Il tenore di mercurio nelle scorie dell’ICTR di Giubiasco è 40 volte inferiore ai limiti fissati dall’Ordinanza tecnica sui rifiuti. Giunge oggi pomeriggio dall'Azienda Cantonale dei Rifiuti la risposta ai dati pubblicati oggi dal Corriere del Ticino, in cui viene svelato un tenore di mercurio contenente nei rifiuti provenienti dalla Svizzera Italiana e trattati dall'inceneritore tre volte superiori alla media svizzera.

In una nota il Dipartimento del territorio e l’Azienda cantonale dei rifiuti precisano che l'analisi fatta effettuare lo scorso 26 novembre da ACR sulle scorie residue prodotte dall’incenerimento dei rifiuti presso l’impianto di termovalorizzazione di Giubiasco (ICTR) si è attestata a un valore medio di 0,13 mg/Kg, ossia circa 40 volte inferiore al limite imposto dall’Ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR).

L'OTR prevede infatti, per quanto riguarda il deposito di scorie in discarica reattore, un limite per il mercurio di 5 mg/Kg. Le scorie esaminate non rappresentano quindi in nessun caso un pericolo per la salute.

Per quanto concerne il confronto con le scorie prodotte da altri inceneritori svizzeri, il DT e l'Azienda Cantonale rilevano che "non si può parlare di "media svizzera", poiché i dati del 26 novembre sono stati confrontati solo con quelli dei Cantoni di Turgovia e Zurigo (0.04 mg/kg). E’ poi prematuro basare il paragone sui risultati di un’unica analisi, poiché per avere una visione completa della situazione occorre attendere le valutazioni previste da ACR nel corso dei prossimi mesi.

Le analisi delle scorie proseguiranno, infatti, in collaborazione con la Sezione protezione aria acqua e suolo, la Corporazione dei Comuni del Moesano per la raccolta e l’eliminazione dei rifiuti (CRER) e i Servizi dell’ambiente del Cantone Grigioni.

Dal Dipartimento, comunque, spiega che "il contenuto di mercurio misurato nelle scorie degli ICTR è dovuto alla presenza nei rifiuti di pile usate, rifiuti elettronici e lampade al neon" e auspica un miglioramento "della politica d'informazione presso i punti di vendita e della politica di sensibilizzazione della popolazione, un compito permanente che figura, per quanto riguarda le pile, nel mandato conferito all'INOBAT (organizzazione per lo smaltimento delle pile che gestisce la tassa di smaltimento anticipata pagata dai consumatori nel prezzo di acquisto di pile e batterie).

Il Ticino, a differenza di altri Cantoni svizzeri, ha introdotto già dal 1988 l’obbligo per i Comuni di offrire alla popolazione la possibilità di consegnare in appositi contenitori le pile usate. Questo obbligo è stato ripreso anche nella recente modifica del Regolamento cantonale di applicazione dell’Ordinanza tecnica sui rifiuti (ROTR). I quantitativi raccolti dai Comuni si aggirano attualmente attorno ai 0.3 kg/abitante anno, dato che equivale al valore medio svizzero.

In Ticino si ricorda la campagna di sensibilizzazione sulle pile denominata “Battman” promossa negli anni 2004 e 2005 dal Gruppo InfoRifiuti del DT con il sostegno e il finanziamento di INOBAT, che ha coinvolto 700 punti vendita del Cantone, le scuole e i Comuni.

Quest’anno il Dipartimento del territorio - in collaborazione con l’ACR e con il sostegno di INOBAT – analizzerà le attitudini e i comportamenti dei ticinesi nei riguardi del consumo e del riciclaggio, con un’attenzione particolare allo smaltimento delle pile, ciò che permetterà un ulteriore miglioramento della qualità dei RSU e di conseguenza anche dei residui della combustione.

Foto d'apertura: Tipress

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