Keystone
SVIZZERA
20.01.21 - 13:110
Aggiornamento : 16:16

Scuole e variante brasiliana al centro delle discussioni

Il Governo ha raccolto il parere degli esperti, al momento contrari a un divieto dell'insegnamento in presenza.

Un'opinione che potrebbe però cambiare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Nel frattempo il Brasile è finito sulla lista nera a causa della "sua" variante.

BERNA - Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha raccolto le informazioni sull’evoluzione della situazione epidemiologica e sull’andamento della campagna di vaccinazione. È inoltre stato aggiornato sui possibili ulteriori provvedimenti dei Cantoni nella scuola obbligatoria e postobbligatoria e sui risultati di un’analisi della Swiss National COVID-19 Science Task Force (STF) sulla chiusura delle scuole. La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e la STF raccomandano di rinunciare, per quanto possibile, a un divieto dell’insegnamento presenziale nelle scuole elementari.

Le scuole devono rimanere aperte - Su richiesta del Consiglio federale, la CDPE ha illustrato i provvedimenti già adottati e suscettibili di essere adottati dai Cantoni nelle scuole. Nella situazione attuale, la CDPE raccomanda di rinunciare a un divieto dell'insegnamento presenziale sia nella scuola elementare e del livello secondario I, che costituiscono i cicli della scuola obbligatoria, sia in quella del livello secondario II. Ritiene infatti che un tale provvedimento possa avere effetti ampiamente negativi sulla salute psichica e sulla formazione dei bambini e dei ragazzi.

Vantaggi e svantaggi dell'insegnamento a distanza - Anche secondo la STF, i vantaggi dell'insegnamento a distanza prevalgono su quelli della didattica in presenza unicamente quando la situazione epidemiologica è critica o molto critica e soltanto per le scuole del livello secondario I e II. La STF ha analizzato il ruolo dei bambini e dei ragazzi nell'epidemia e gli effetti, sotto il profilo epidemiologico e sulla psiche giovanile, della riduzione dei contatti sociali e del divieto dell'insegnamento presenziale.

Scenari possibili - I provvedimenti adottati sinora hanno permesso di evitare importanti focolai nelle scuole. Come constatato dalla CDPE e dalla STF, in questo settore potrebbero tuttavia rendersi necessari inasprimenti se le nuove varianti del virus dovessero diffondersi su larga scala. Questi scenari sono attualmente oggetto di approfondite discussioni condotte dal Dipartimento federale dell'interno e dalla CDPE nell'intento di trovare possibili soluzioni per le scuole del livello secondario I e II.

La situazione epidemiologica resta tesa - Negli ultimi giorni il numero delle nuove infezioni, dei ricoveri e dei decessi è calato. La situazione epidemiologica rimane però tesa a causa della diffusione delle nuove varianti del virus. I casi di contagio riconducibili a queste forme mutate, nettamente più infettive, continuano a raddoppiare ogni settimana. Alle due varianti provenienti dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica se n'è aggiunta una terza proveniente dal Brasile, anch'essa molto più contagiosa. Finora non è stato rilevato nessun caso di trasmissione al di fuori del Brasile.

Divieto d'entrata per chi arriva dal Brasile - Per i viaggiatori in provenienza da questo Paese vige il divieto di entrata in Svizzera. Da oggi il Brasile figura inoltre sull'elenco dei Paesi soggetti a quarantena. Il Consiglio federale resta del parere che sia necessario ridurre subito e in misura significativa il numero di casi per evitare un aumento incontrollato dei contagi con queste nuove varianti del virus e un sovraccarico del sistema sanitario.

Ricevute 500'000 dosi di vaccino - Il Consiglio federale è stato inoltre informato sull'andamento della campagna di vaccinazione. La Svizzera ha ricevuto finora circa 500'000 dosi di vaccino. L'Ufficio federale della sanità pubblica si sta muovendo per acquistarne ulteriori dosi e concludere contratti con altri produttori.

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