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SVIZZERA
15.12.20 - 13:060

Anche il Nazionale dà luce verde agli aiuti per 1.5 miliardi

I deputati hanno pure discusso sui cento milioni di franchi promessi al settore della cultura.

L'intero dossier torna ora in mano ai senatori che dovranno appianare alcune divergenze.

BERNA - Senza sorprese, anche il Consiglio Nazionale, dopo gli Stati ieri, ha approvato gli 1,5 miliardi di franchi supplementari destinati ai casi di rigore e inclusi nella Legge Covid-19 all'esame delle camere federali. Il dossier ritorna alla Camera dei cantoni per alcune divergenze.

Venerdì, nell'annunciare nuove restrizioni alle attività economiche per arginare la pandemia di coronavirus, il Consiglio federale aveva anche promesso un'iniezione supplementare di 1,5 miliardi di franchi, di cui 750 milioni quale riserva provenienti dalla cassa federale, che si aggiungono al miliardo già a disposizione.

Il Governo chiedeva anche di completare la legge in discussione consentendo all'Ufficio federale della cultura di aiutare anche i singoli attori del settore mediante indennità per perdita di guadagno, e non solo le società o associazioni, e di attenuare i criteri per aiutare quelle società in gravi difficoltà attive soprattutto nel settore del turismo o delle manifestazioni.

Per quanto attiene alla cultura, settore per il quale sono a disposizione 100 milioni, l'Ufficio federale della cultura potrà sostenere sia imprese che singoli attori attivi nel settore. Una proposta della sinistra di rimpinguare di altri 100 milioni i mezzi destinati a questo settore è stata respinta. Stessa sorte per una proposta dell'UDC di rimanere allo statu quo, ossia escludere i singoli artisti.

Per i casi di rigore, alla somma già stabilita si aggiungono altri 750 milioni, di cui il 33% versati dai cantoni. Si ha un caso di rigore quando un'impresa ha registrato un fatturato annuale inferiore al 60% della media pluriannuale. A differenza degli Stati, il Nazionale ha ribadito che nel considerare un caso di rigore si deve tener conto anche dei costi fissi non coperti, oltre che dalla dotazione in capitale e della situazione patrimoniale.

Per questi attori economici, il governo prevede un allentamento dei criteri stabiliti nella legge - come quello legato alla perdita di fatturato - destinati a quelle imprese che dal primo di novembre hanno dovuto chiudere o limitare l'attività a causa dei provvedimenti restrittivi adottati dalla Confederazione o dai Cantoni.

A questi 750 milioni se ne aggiungono altri 750 che la Confederazione «può» versare ai Cantoni particolarmente toccati dalle misure restrittive, senza alcuna partecipazione finanziaria del Cantone interessato. Una proposta della sinistra di portare tale somma a due miliardi è stata bocciata.

Per quanto riguarda il sostegno alle società sportive, a differenza degli Stati, il Nazionale ha ribadito che per calcolare i tagli ai salari dei giocatori si prende in considerazione la stagione 2018-2019, e non la data del 13 marzo 2020, ossia quando è stato decretato il primo semi confinamento.

Circa le indennità per perdita di guadagno cui hanno diritto le persone che hanno dovuto limitare l'orario di lavoro a causa della pandemia, il plenum ha bocciato l'effetto retroattivo al primo di settembre, come voleva il campo rosso-verde, mantenendo la proposta del governo, ossia l'inizio di gennaio 2021. Avranno diritto alle indennità anche gli apprendisti e le persone con un contratto a tempo determinato.

Commenti
 
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pillola rossa 1 anno fa su tio
Un aiuto è interamente a fondo perso, altrimenti è un prestito che mette il ricevente in condizione di dipendenza e sottomissione.
Talos63 1 anno fa su tio
Speriamo solo che nessuno si lamenta ancora di non ricevere aiuti dallo stato e magari si comincia a rispettare un po’ di più le regole emanate ...
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