Keystone
SVIZZERA
29.11.20 - 18:140
Aggiornamento : 22:11

Votazioni: decisioni importanti in vari cantoni

In Canton Uri, San Gallo e Basilea Campagna i cittadini si sono espressi su temi legati all'emergenza coronavirus.

A Basilea Città i votanti hanno detto sì al nuovo porto sul Reno (la sua costruzione non è però ancora assicurata). Sì "ecologici" a Svitto e Lucerna.

BERNA - Oggi in tre cantoni della Svizzera tedesca si è votato su oggetti legati all'epidemia di Covid-19. Altre votazioni si sono tenute complessivamente in nove cantoni tedescofoni e in due romandi. Di seguito i principali risultati.

BL: affitti commerciali ridotti per il Covid
A Basilea Campagna le imprese colpite dalla pandemia possono beneficiare di una riduzione degli affitti ad un terzo del totale per un periodo di tre mesi. Lo prevede una legge approvata dagli elettori con il 55,2% di voti a favore.

Stando al modello, che si ispira a un sistema già applicato a Basilea Città, il Cantone coprirà un terzo del canone di locazione per i locali commerciali, se i proprietari rinunciano a un altro terzo della pigione. Gli aiuti - con un contributo massimo di 3'000 franchi al mese per azienda - valgono retroattivamente per i mesi di aprile, maggio e giugno di quest'anno. Il costo totale per il cantone è stimato a 10 milioni di franchi.

SG: approvati prestiti per il Covid
Nel canton San Gallo un programma di prestiti a sostegno delle piccole e medie imprese colpite dalla pandemia è stato approvato con il 77,2% di "sì". L'ordinanza urgente del governo adottata in aprile è stata convertita in legge a maggio. Trattandosi di un importo massimo di 50 milioni di franchi, la legge era tuttavia soggetta a referendum obbligatorio.

Il sostegno cantonale, che dovrebbe integrare gli aiuti federali, viene fornito sotto forma di prestiti. Non sono previsti contributi a fondo perduto. Possono beneficiarne solo le aziende il cui fatturato non supera i 10 milioni di franchi.

UR: passano decreti urgenti di crisi
Nel canton Uri i cittadini oggi hanno nettamente approvato - con il 63,3% di "sì" - l'articolo costituzionale che dà al governo il diritto di emanare decreti urgenti in situazioni di crisi.

A differenza della Confederazione e della maggior parte dei Cantoni, Uri non disponeva di una base costituzionale per simili interventi, resi necessari dalla pandemia di Covid-19.

BS: "sì ma" al nuovo porto sul Reno
A Basilea Città i votanti hanno invece adottato con una maggioranza del 57,1% un credito di 115 milioni di franchi per la realizzazione di una nuova banchina portuale - la numero 3 - sul Reno.

La costruzione del nuovo porto - combattuta da un referendum - non è tuttavia ancora assicurata. Una condizione indispensabile è il via libera al terminal trimodale "Gateway Basel Nord", sul quale pendono ancora ricorsi sia a livello cantonale che nazionale.

Con il 57,9% di "sì", i votanti di Basilea Città hanno inoltre accolto un'iniziativa a sostegno della cultura giovanile. Il testo chiede di investire il 5% del budget culturale cantonale in istituzioni e progetti nei settori della cultura alternativa rivolta ai giovani.

Molto più risicata - con una differenza di sole 56 schede a favore (50,05% di "sì") - è invece risultata l'approvazione di una revisione della legge sull'edilizia abitativa elaborata in risposta a una iniziativa per la protezione degli inquilini approvata nel 2018. La riforma è stata oggetto di un referendum dei partiti di sinistra, che non si ritenevano soddisfatti i principi dell'iniziativa.

SZ: sì a promozione energie rinnovabili
Nel canton Svitto è stato approvato con una maggioranza del 62,2% un programma per la promozione delle energie rinnovabili e la ristrutturazione degli edifici. In ballo ci sono 10 milioni di franchi ripartiti su un periodo di quattro anni.

La somma è stata accettata dal parlamento sotto forma di controprogetto a un'iniziativa dei Verdi liberali poi ritirata.

SO: netto sì a indagini sotto copertura
Nel canton Soletta è stata nettamente approvata - con il 73,0% di "sì" - una controversa revisione della legge sulla polizia combattuta con un referendum. La riforma apre la strada a indagini preliminari sotto copertura, anche su Internet, compreso l'impiego di droni e la ricerca automatizzata dei veicoli.

Il referendum è stato lanciato da un ventaglio trasversale di movimenti giovanili - appartenenti al PLR, al PS e all'UDC - che criticavano quella che considerano l'istituzione di uno Stato "ficcanaso".

LU: protezione paesaggio, sì a controprogetto
Nel canton Lucerna le aree non edificate e le zone agricole saranno un po' meglio protette. In votazione è passato oggi di misura - con il 50,4% di "sì"- il controprogetto ad un'iniziativa per la protezione del paesaggio. Quest'ultima è invece stata respinta a larga maggioranza.

FR: sì riforma della cassa pensioni
Nel Canton Friburgo i votanti hanno approvato con il 69,8% di "sì" un piano di risanamento della Cassa di previdenza del personale dello Stato (CPPEF). Adottata a larga maggioranza in Parlamento, la riforma condotta dal consigliere di Stato Georges Godel (PPD) era combattuta dal Sindacato dei servizi pubblici (SSP-FR).

La revisione prevede il passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi, con una rendita che dipende dal capitale risparmiato. Lo scopo è di garantire un tasso di copertura dell'80% entro il 2052. Il costo teorico della riforma è di 1,4 miliardi di franchi, ripartiti tra impiegati e datori di lavoro.

GE: sì a diritti politici dei disabili
Nel canton Ginevra i cittadini hanno detto un chiaro "sì" - con il 74,8% dei voti - alla modifica costituzionale che concede i diritti politici alle "persone incapaci di discernimento in modo duraturo". Finora tale potere era nelle mani della giustizia.

La modifica della Costituzione, che fa di Ginevra uno dei cantoni pionieri in Svizzera in questo ambito, è stata elaborata per conformarsi alla Convenzione dell'ONU relativa ai diritti delle persone disabili.

Con una maggioranza del 65,5%, i votanti ginevrini hanno inoltre detto "no" al declassamento della zona agricola di Avusy, che avrebbe dovuto permettere a una società di riciclaggio di rifiuti di continuare le sue attività, finora esercitate senza autorizzazione.

Il Consiglio di Stato proponeva di trasformare 2,5 ettari di terreno agricolo in zona industriale e artigianale, regolarizzando così una situazione illegale tollerata da una ventina d'anni. Gli oppositori - comuni interessati e associazioni ambientaliste - non hanno invece voluto sacrificare una delle rare zone agricole del cantone.

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