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SVIZZERA
30.10.20 - 11:100
Aggiornamento : 11:28

Presentata la candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU

Simonetta Sommaruga e Ignazio Cassis hanno messo in evidenza i punti di forza del sistema politico elvetico

BERNA - La corsa per un seggio al Consiglio di sicurezza dell'ONU per gli anni 2023-2024 sta entrando nella sua fase finale. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e il ministro degli Esteri Ignazio Cassis hanno presentato ieri sera (ora locale) a New York la candidatura della Svizzera in maniera virtuale.

Sommaruga e Cassis avevano pianificato in origine un viaggio a New York, ma a causa delle misure restrittive in materia di entrata negli Stati Uniti dovute alla pandemia di Covid-19, l'evento si è svolto esclusivamente in maniera virtuale.

Nel suo videodiscorso tramesso al Palazzo di vetro, la presidente della Confederazione ha evidenziato i punti di forza del sistema politico svizzero: «Cerchiamo soluzioni consensuali sia nella nostra politica interna sia in quella estera. L'unica via per creare consenso è il dialogo».

Dal canto suo il consigliere federale Cassis nel videomessaggio ha sottolineato il contributo positivo che la Svizzera vorrebbe dare nel Consiglio di sicurezza: «Abbiamo la fama di essere partner affidabili, con una lunga tradizione di promozione della pace». Il ticinese ha inoltre ribadito l'impegno della Svizzera a favore dello Stato di diritto, della democrazia, della pace e della sicurezza.

Perché è importante - In una conferenza stampa odierna a Berna, i due membri del governo elvetico hanno illustrato l'importanza di questo passo internazionale.

Per Simonetta Sommaruga, in questo mondo dominato dai conflitti, i valori della Svizzera diventano ancora più significativi. «Il Consiglio federale si impegna con tutte le sue forze, convinto che il nostro Paese possa portare un contributo determinante». Secondo la presidente della Confederazione, si tratta di una tappa chiave per la Svizzera, che potrà così avere voce in capitolo ed essere ascoltata. Ma anche «una tappa coraggiosa, perché abbiamo bisogno anche di un ampio consento interno».

Nel 2022 - ha sottolineato la ministra socialista - saranno 20 anni che la Svizzera fa parte a pieno titolo dell'ONU: «Siamo stati rappresentati in tutti gli organi più importanti, ci manca solo la presenza nel Consiglio di sicurezza». In questo mondo sempre più polarizzato - lo si nota sempre più anche ora nel pieno della pandemia - «ci vogliono membri che abbiano le competenze di costruttori di ponti e noi lo siamo».

Ignazio Cassis ha rilevato che la Svizzera è conosciuta a livello internazionale per il suo impegno in favore della pace e dei diritti umani. Un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU è ideale, in quanto molte delle tematiche si riflettono in quelle della strategia elvetica in tema di pace, sicurezza e diritti umani. Il ministro degli esteri ha precisato che il Consiglio federale è consapevole del fatto che non vi sono solo chance ma anche rischi: ci saranno momenti in cui la Svizzera di troverà di fronte a domande difficili, ma ciò fa parte della politica. «Siamo abituati a trovare soluzioni grazie al dialogo».

Altro punto importante illustrato dal ministro ticinese è quello della neutralità elvetica: il governo ha verificato e può chiaramente affermare che un seggio presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU non viola questo principio. «Non siamo il primo paese neutrale a entrare in questo gremio». Mostrando la spilletta applicata sul risvolto della sua giacca, Cassis ha precisato che lo slogan della candidatura elvetica è "Un più per la pace" ("A Plus for Peace").

Oltre al lavoro che Confederazione svolge a favore della pace, il dossier elvetico sottolinea anche l'impegno della Svizzera in favore del diritto internazionale umanitario, dell'aiuto umanitario e i diritti umani ("A Plus for Humanity"), come pure gli sforzi intrapresi per attuare l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile ("A Plus for Sustainable Development"), l'importanza della Ginevra internazionale ("A Plus for Multilateralism") e il ruolo rilevante della Svizzera nell'ambito degli sviluppi concernenti l'innovazione e la digitalizzazione ("A Plus for Innovation").

La candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU è stata presentata ufficialmente già nel 2011. Un seggio consentirebbe alla Svizzera d'impegnarsi per i suoi obiettivi di politica estera e di dare prova delle sue capacità a favore della pace e della sicurezza. Le elezioni per l'adesione nel periodo 2023/2024 si svolgeranno nel giugno 2022.

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