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SVIZZERA
18.06.20 - 14:100

Gli Stati vogliono "salvare" i media

Per la maggioranza è «indispensabile» sostenere un'offerta diversificata

BERNA - Nonostante la situazione economica attuale non ideale, per la Svizzera è irrinunciabile disporre di un paesaggio mediatico intatto con un'offerta diversificata ed equivalente in tutte le regioni e le lingue nazionali.

È quanto pensa il Consiglio degli Stati entrato oggi in materia (37 voti a 5) sul pacchetto di misure da 80 milioni di franchi - di cui 50 milioni solo per l'aiuto indiretto alla stampa - a favore dei media elaborato dal Consiglio federale.

Il disegno di legge prevede inoltre un sostegno ai portali d'informazione online e un potenziamento della promozione indiretta della stampa. Il dibattito prosegue nel pomeriggio.

Necessario agire ora - Una minoranza di destra (UDC) ha giudicato inopportuno un simile intervento, specie nel momento attuale, con le finanze della Confederazione sotto pressione a causa del coronavirus. Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH) ha criticato il fatto che anche gruppi editoriali come Tamedia o NZZ potranno beneficiare di nuove agevolazioni, nonostante gli utili milionari e la distribuzione di dividendi agli azionisti. In questi casi non si può parlare di crisi del settore, ha aggiunto.

Una maggioranza ha sottolineato invece che, per preservare un panorama mediatico diversificato essenziale per la nostra democrazia, è indispensabile sostenere i media, già sotto pressione a causa dei cambiamenti strutturali cui sono sottoposti con l'avanzata di Internet.

Molti giornali lottano semplicemente per sopravvivere, ha dichiarato Lisa Mazzone (Verdi/GE), che ha accennato anche alla scomparsa di diversi titoli in Romandia negli ultimi anni e al ridimensionamento di molte redazioni. Ciò che facciamo ora non è un regalo, bensì un aiuto per preservare quel bene culturale che è un'informazione di qualità, ha dichiarato.

Riduzioni in funzione della tiratura - Nel corso del dibattito di stamattina, contrariamente al disegno del Consiglio federale, la maggioranza ha deciso che le riduzioni per la distribuzione vengano fissate in funzione della tiratura.

Considerata l'importanza rivestita dal recapito mattutino, i "senatori" hanno accordato riduzioni di prezzo per la distribuzione indipendentemente dalle modalità di recapito, prevedendo 40 milioni di franchi per un periodo di dieci anni. Una minoranza chiedeva 60 milioni. Tale aggiunta non figurava nel progetto del governo.

Attualmente i distributori specializzati assicurano il recapito mattutino entro le 6:30 durante i giorni feriali ed entro le 7:30 la domenica. Oggi dei quotidiani e dei settimanali che beneficiano di un sostegno, circa la metà degli esemplari vengono recapitati al mattino presto o di domenica. Analogamente alle altre riduzioni, anche gli sconti per il recapito mattutino dovranno dipendere dall'entità della tiratura.

30 milioni per stampa associativa - La Camera ha poi deciso di concedere aiuti per la distribuzione pari a 50 milioni per i giornali e i periodici in abbonamento rivolti al grande pubblico. Le pubblicazioni della stampa specialistica sono esclusi da simile aiuto.

Oltre a questa somma, già prevista del Consiglio federale, il plenum ha poi stabilito di accordare 30 milioni di contributi a favore della stampa associativa e delle fondazioni. Sotto il profilo democratico essa è importante tanto quanto i quotidiani e i settimanali e merita pertanto un sostegno analogo, hanno sostenuto vari oratori.

Canone radio-tivù - Il plenum deve ancora affrontare la modifica della legge sulla radiotelevisione. La sua commissione preparatoria ha approvato una proposta di cambiamento dell'articolo 40: le concessioni con partecipazione al canone dovrebbero dare diritto almeno al 5% dei proventi del canone per le televisioni e almeno al 3% per le radio.

La commissione raccomanda inoltre di esentare le società semplici dal pagamento del canone, onde evitare doppie tassazioni (vedi consorzi).

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