Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
06.05.20 - 09:180
Aggiornamento : 10:11

Gli Stati approvano i fondi per l'aviazione

Il Consiglio federale ha richiesto al parlamento crediti d'impegno per un totale di 1,875 miliardi.

Contro la legge sarà possibile lanciare un referendum, ma solo dall'inizio di giugno

BERNA - All'unanimità (43 voti senza opposizioni), il Consiglio degli stati ha approvato oggi la clausola d'urgenza in merito alla modifica della legge sull'aviazione civile che consente alla Confederazione di sostenere finanziariamente quei settori dell'aviazione, soprattutto i servizi a terra, in difficoltà a causa del coronavirus.

La revisione potrà entrare in vigore domani, non appena il Nazionale avrà dato il suo assenso: la Camera del popolo deve decidere ancora stamattina, secondo il programma.

Il testo così rivisto, i cui contenuti principali sono stati adottati ieri dai due rami del parlamento, è valido fino al 31 dicembre 2025. Contro la legge sarà possibile lanciare un referendum, ma solo dall'inizio di giugno.

Il Consiglio federale ha richiesto al parlamento crediti d'impegno per un totale di 1,875 miliardi: 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie aeree svizzere e 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

Il dibattito politico - Nel corso delle discussioni - lunedì e ieri - il Parlamento ha respinto tutte le proposte di minoranza del campo rosso-verde che chiedevano il rispetto di determinati obblighi ambientali e sociali per quelle imprese che potrebbero ricevere un sostegno finanziario.

Secondo diversi esponenti del PS e dei Verdi, la crisi attuale rappresenta per il settore aviatorio l'occasione per un nuovo inizio allo scopo di far fronte a un'altra crisi incombente, quella del clima. Il settore ha finora fatto troppo poco per ridurre le proprie emissioni. Oltre a ciò, non è accettabile che le aziende sostenute procedano a licenziamenti selvaggi.

Tuttavia, la maggioranza del Parlamento (PPD, PBD, PLR, UDC e Verdi liberali) ha preferito seguire l'invito della ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga, e ha respinto tutte le minoranze. Per la maggioranza, le richieste del campo rosso-verde, specie in materia ambientale, andrebbero discusse nell'ambito della Legge sul CO2, dossier tra l'altro in agenda per giugno e che prevede, per di più, una tassa sui biglietti aerei per ridurre le emissioni di gas serra.

Il divieto, per esempio, dei voli interni tra due scali nazionali andrebbe sottoposto a una procedura di consultazione che coinvolga tutte le parti interessate. Insomma, simili proposte avrebbero conseguenze importanti che necessiterebbero di essere approfondite maggiormente.

Un aiuto tempestivo - Per la maggioranza, spalleggiata dalla presidente del Consiglio federale, è indispensabile agire con tempestività per salvaguardare un settore vitale per l'economia nazionale da cui dipendono centinaia di migliaia di posti di lavoro. Poiché il plenum agisce in modalità urgente, la revisione legislativa va limitata allo stretto necessario. Sommaruga ha rammentato che il sostegno concesso è legato a determinate condizioni, anche di carattere sociale. Insomma, la Confederazione non allenterà i cordoni della borsa incondizionatamente.

La maggioranza si è detta soddisfatta che il Consiglio federale si adopererà affinché gli aiuti promessi restino in Svizzera. I mezzi garantiti dalla Confederazione devono fluire solo verso infrastrutture elvetiche (quindi che non vengano dirottati verso le società madri all'estero, come Lufthansa nel caso di Swiss o Edelweiss) e che i fondi generati in futuro vengano utilizzati principalmente per rimborsare gli aiuti ricevuti per far fronte a problemi di liquidità. Tuttavia, i due rami del parlamento hanno inasprito determinate condizioni in quest'ambito.

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