Keystone
SVIZZERA
04.05.20 - 16:590
Aggiornamento : 22:15

Aiuti all'economia per 57 miliardi di franchi

Mai prima d'ora il Parlamento si era pronunciato su crediti di tale ampiezza.

BERNA - Il Consiglio nazionale ha approvato oggi i vari crediti proposti dal Consiglio federale per sostenere l'economia duramente toccata dalla crisi del coronavirus. La camera si è mostrata in alcuni settori più generosa dell'esecutivo. Le spese totali arrivano a 57 miliardi di franchi

Tra i crediti approvati, che passano ora al vaglio del Consiglio degli Stati, ci sono una quarantina di miliardi destinati alle imprese con problemi di liquidità, fondi per l'assicurazione contro la disoccupazione e le IPG, oltre 2 miliardi e mezzo per acquistare materiale sanitario e 1,88 miliardi per il settore dell'aviazione. Da notare che parte di queste somme erano già state liberate dalle competenti commissioni. In questi casi l'approvazione del legislativo è dunque retroattivo.

Esprimendosi sulla cosiddetta prima aggiunta al preventivo 2020 della Confederazione, la relatrice commissionale Céline Widmer (SP/ZH) ha ricordato come mai prima d'ora il Parlamento si era pronunciato su crediti di tale ampiezza. Non c'è mai stato un programma come questo, ha aggiunto il ministro delle Finanze Ueli Maurer.

Si tratta tuttavia verosimilmente solo di un primo passo, ha aggiunto il consigliere federale sostenendo che saranno probabilmente necessarie ulteriori misure. L'assicurazione contro la disoccupazione potrebbe infatti richiedere fino a 18 milioni di franchi in più: il deficit potrebbe raggiungere 30-50 miliardi di franchi.

Franz Grüter (UDC/LU) ha parlato di «dimensioni storiche». Se è stato possibile evitare gli scenari peggiori, la Svizzera ne subirà a lungo le conseguenze economiche. In questa situazione particolare, una politica finanziaria prudente rimane importante. Per questo motivo l'UDC ha chiesto di moderare gli aiuti nel settore culturale e rifiutare il sostegno agli asili nido.

«Il motore economico della Svizzera deve ora ripartire», ha sostenuto da parte sua Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome del gruppo PLR. Per il friburghese, malgrado i notevoli disavanzi che contraddistingueranno le finanze federali, il freno all'indebitamento non deve in alcun caso essere messo in discussione.

Il gruppo del Centro sostiene sostanzialmente le proposte del Consiglio federale, ma ritiene che i fondi pubblici non dovrebbero essere usati per mantenere in vita strutture obsolete, ha detto Heinz Siegenthaler (PBD/BE). Il centro chiede inoltre di subordinare il versamento degli aiuti all'interdizione di distribuire dividendi.

Il PS ha sottolineato da parte l'importanza della responsabilità per le imprese: «Non dobbiamo, da un lato, iniettare miliardi nell'economia e, dall'altro, dimenticarci chi fa e rischia di più in questa crisi», ha affermato Ursula Schneider Schüttel (FR).

La friburghese ha inoltre messo in guardia dal reagire agli elevati costi con pacchetti di risparmio. Secondo Gerhard Andrey (Verdi/FR), si potrebbe ricorrere alle riserve della Banca nazionale svizzera. Dal suo punto di vista occorre rendere l'economia più sostenibile e più resistente per essere pronti alla prossima crisi. L'ecologista ha anche invitato il plenum a non dimenticare l'altra crisi, quella ambientale.

Fideiussioni: 41 miliardi

Il Parlamento ha poi votato singolarmente le varie proposte di sostegno all'economia. Il maggiore impegno finanziario della Confederazione - 40 miliardi di franchi - è destinato alle fideiussioni per le imprese, soprattutto PMI, che potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di liquidità. La Confederazione garantirà al 100% i crediti-ponte (crediti Covid-19) fino a 500 mila franchi e per l'85% quelli fino a 20 milioni.

Un ulteriore miliardo di franchi è destinato per garantire i crediti che scadono già quest'anno. Il Nazionale ha poi approvato due mozioni che chiedono al governo di modificare l'ordinanza sul Covid-19 per fare in modo che la garanzia della Confederazione sia allungata da 5 a 8 anni e che non venga imposto alcun tasso di interesse scaduto il primo anno sui crediti-ponte fino a 500 mila franchi.

Queste due misure, è stato sottolineato, permetteranno di dare un margine di manovra supplementare alle PMI. «Il gesto è necessario se vogliamo la sopravvivenza di queste imprese», ha spiegato Fabio Regazzi (PPD/TI). Prorogare il termine di rimborso consentirebbe anche di limitare le perdite della Confederazione in caso di mancato rimborso dei crediti da lei garantiti.

L'UDC era contraria. «Si tratta di un cattivo segnale», ha sostenuto Céline Amaudruz (UDC/GE). Anche il consigliere federale Maurer ha espresso dubbi ed ha ricordato come sia già prevista la possibilità di prolungare i termini di due anni nei casi di rigore. Per i tassi d'interesse, secondo il ministro delle finanze occorre mantenere una certa flessibilità. Come detto, il plenum gli ha dato torto adottando i due atti parlamentari, che passano ora agli Stati.

Lavoro ridotto: 6 miliardi

Il Consiglio nazionale ha poi approvato il credito di 6 miliardi di franchi destinati a rimpinguare il Fondo per l'assicurazione disoccupazione. Lo scopo è finanziare le indennità per lavoro ridotto (disoccupazione parziale), uno strumento che consente alle imprese di evitare i licenziamenti.

La misura, ha precisato la relatrice commissionale Widmer, permetterà di evitare di aumentare i contributi salariali. La somma stanziata oggi, ha poi aggiunto il ticinese Alex Farinelli (PLR), non sarà però sufficiente e non sarà pertanto l'ultima.

Il Consiglio federale ha esteso i beneficiari che possono godere di questo strumento e allentato alcune condizioni per farne richiesta, per esempio eliminando il periodo di attesa. Possono far capo alla disoccupazione parziale anche i lavoratori con contratti a termine o temporaneo, gli apprendisti e quei soggetti che la quarantena ha posto in una situazione difficile.

IPG: 5,3 miliardi

Altri 5,3 miliardi di franchi sono stati approvati dalla Camera del popolo per indennizzare, tramite le Indennità per perdita di guadagno (IPG), quei genitori rimasti a casa per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole e per gli indipendenti la cui attività è stata chiusa dall'esecutivo. Riceveranno l'80% del salario, ma al massimo 196 franchi al giorno.

Potranno beneficiare delle IPG anche gli indipendenti che non sono interessati dal divieto di esercitare un'attività lavorativa se il loro reddito non supera i 90'000 franchi e la loro azienda subisce le conseguenze del coronavirus.

Materiale sanitario: 2,59 miliardi

Per acquistare mascherine protettive, respiratori e defibrillatori, il Nazionale ha approvato un credito di 2,59 miliardi, una parte della quale già liberata in precedenza dalle competenti commissione. Tale somma dovrà servire per procacciarsi guanti protettivi, disinfettanti, kit per eseguire test sul coronavirus e medicinali.

Tale voci di spesa comprende anche l'acquisto di un vaccino contro il Covid-19 per complessivi 50 milioni di franchi, malgrado un vaccino non esista ancora. Dieci milioni di franchi sono peraltro destinati alla "Coalition for Epidemic Preparedness Innovations" (CEPI), che vuole sviluppare un vaccino entro l'inizio del 2021.

L'UDC ha chiesto di ridurre di 600 milioni i crediti per l'acquisto di mascherine e respiratori. Per Franz Grüter (UDC/LU) il costo di taluni dispositivi, in particolare delle mascherine, sono calcolati in modo eccessivo. L'esercito paga tali prodotti 1.30 franchi al pezzo, ma ciò corrisponde al doppio del prezzo di mercato, ha sostenuto il lucernese.

In vista del confinamento servono molte mascherine, ha replicato Barbara Gysi (PS/SG). Non è inoltre immaginabile rischiare che il personale sanitario sia sprovvisto di protezioni. Non è poi detto che verrà spesa l'intera somma disponibile, ha precisato la sangallese convincendo il plenum.

Occorre insomma avere un certo margine di manovra, ha aggiunto Damien Cottier (PLR/NE) ricordando come i prezzi sono alquanto volatili. La proposta democentrista è così stata approvata con 136 voti contro 57.

Settore aereo: 1,88 miliardi

Per aiutarlo ad affrontare la crisi, il Consiglio nazionale ha deciso di sostenere il settore dell'aviazione con 1,875 miliardi di franchi. Il pacchetto consiste in 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie Swiss e Edelweiss. Un secondo credito d'impegno di 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

I Verdi hanno chiesto di sopprimere il credito d'impegno sostenendo di non voler aiutare con i soldi del contribuente un settore che già oggi beneficia di privilegi fiscali non concessi ad altri settori della mobilità. Tanto più che il sostegno non è condizionato a obiettivi climatici.

Parlando di Swiss, Christine Badertscher (Verdi/BE) ha ricordato come la società abbia finanze sane e che realizzato milioni di utili negli scorsi anni. Non si capisce bene quindi perché chiede aiuto quando oltretutto i salari sono coperti da altre assicurazioni sociali.

Questi aiuti servono per aiutare rapidamente e efficacemente le imprese del settore per salvaguardare gli impieghi e le connessioni internazionali della Svizzera, per questo motivo ci opponiamo a sottoporli a ulteriori condizioni, ha spiegato Pirmin Schwander (UDC/SZ). Anche Jean-Paul Gschwind (PPD/JU) ha sottolineato l'importanza del settore aereo - definito strategico da Farinelli - per la piazza economica della Svizzera.

Ueli Maurer ha poi ricordato che nessun franco finirà alla casa madre Lufthansa. I prestiti sono inoltre concessi a condizione che vengono rispettati una serie di condizioni in ambito sociale e di salvaguardia dell'ambiente, ha sottolineato il ministro delle finanze.

Con 98 voti contro 89 e 8 astenuti, il Nazionale ha poi voluto inserire una clausola che obbliga Swiss e Edelweiss a rimborsare entro il 30 settembre alle agenzie di viaggio gli anticipi versate da queste ultime per i voli non avvenuti. Inutile le obiezioni di Maurer secondo cui tale problema andasse risolto in altra sede.

Cultura: 280 milioni

I deputati hanno poi liberato 100 milioni di franchi come aiuto d'emergenza per le imprese culturali senza scopo di lucro e 25 milioni di franchi per gli operatori culturali. Alle aziende saranno concessi prestiti rimborsabili, qualora non dovessero ottenerli da una banca. Per gli operatori culturali, oltre all'indennità per lavoratori indipendenti, sono previsti aiuti finanziari d'emergenza per coprire le spese di mantenimento immediate.

Ulteriori 145 milioni di franchi sono destinati al risarcimento delle perdite, per esempio in caso di cancellazione di eventi. Il risarcimento copre al massimo l'80% della perdita finanziaria. La Confederazione sostiene la metà dei costi coperti dai Cantoni.

Altri 10 milioni sono destinati alle associazioni musicali e teatrali. Essi riceveranno un contributo finanziario per coprire i danni causati dalla cancellazione o dal rinvio di eventi.

L'UDC, per bocca di Pirmin Schwander (UDC/SZ), ha chiesto di ridurre fortemente all'aiuto per il settore culturale. I mezzi messi a disposizione per i lavoratori indipendenti e le PMI dovrebbero bastare per aiutare il settore, ha spiegato lo svittese. Per il democentrista non serve un aiuto ad-hoc.

Damien Cottier (PLR/NE) ha replicato ricordando che il settore culturale è stato uno dei primi ad essere colpito, con la proibizione delle grande manifestazioni decretato a inizio marzo. Le proposte del Consiglio federale, inoltre, tengono conto delle particolarità del settore e, ha fatto notare il neocastellano, sono sussidiarie agli aiuti cantonali. Al voto il plenum l'ha seguito bocciando tutti i tagli proposti dall'UDC.

Asili nido: 100 milioni

Contro il parere del Consiglio federale e dell'UDC, che ritengono il settore di esclusiva competenza cantonale, il Nazionale ha poi anche deciso, con 130 voti contro 60 e 6 astenuti, di sostenere con 100 milioni di franchi gli asili nido e altre strutture.

Questi fondi serviranno a compensare i contribuiti dei genitori che sono venuti meno. Il sostegno è necessario per evitare l'annientamento di anni di sforzi volti a promuovere l'accoglienza extrafamigliare dei bambini, ha precisato Christian Dandrès (PS/GE). "I cantoni dispongono dei mezzi finanziari per aiutare il settore, bisogna rispettare la ripartizione dei compiti", ha replicato, invano, il consigliere federale Maurer.

Sport: 100 milioni

Per mitigare la situazione critica in cui si trovano i club, le associazioni e le organizzazioni dopo la cancellazione di eventi sportivi sia amatoriali che agonistici, la Camera del popolo ha liberato 100 milioni di franchi, suddivisi a metà tra prestiti a condizioni agevolati e contributi a fondo perso.

Protezione civile: 23,4 milioni

Per l'impiego della protezione civile, il Nazionale ha liberato 23,4 milioni. Ciò corrisponde a 840 mila giorni di servizio a 27,50 franchi cadauno.

Sessione straordinaria: 4,1 milioni

Per coprire le spese per la sessione straordinaria in corso a Bernexpo, il Nazionale ha approvato un credito di 4,1 milioni. Lo sforzo logistico è notevole. Per i lavori parlamentari non serve solo il mobilio corretto, ma anche impianti per la diretta video e il voto elettronico, oltre che sale per le riunioni dei gruppi, luoghi per interviste e un adeguato sistema di sicurezza.

La proposta dell'UDC di ridurre di mezzo milione tali costi è stata bocciata. con 137 voti contro 56. Da notare che anche la sessione parlamentare di giugno si svolgerà negli spazi di Bernexpo.

Carne: 3 milioni

Dato che i ristoranti sono chiusi, attualmente si vende meno carne. Per evitare il crollo dei prezzi, la Confederazione sostiene lo stoccaggio della carne con 3 milioni di franchi. I fondi sono trasferiti all'interno del bilancio agricolo e sono quindi neutrali rispetto al bilancio.

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