Keystone
SVIZZERA
03.09.19 - 12:220

Edifici, diffusi i valori limite delle emissioni di CO2 dal 2023

In una seduta precedente, la commissione aveva già deciso aumenti del prezzo della benzina e dei biglietti aerei

BERNA - Dal 2023, in caso di sostituzione dell'impianto di riscaldamento, i vecchi edifici potranno emettere al massimo 20 chilogrammi di CO2 all’anno per metro quadrato di superficie di riferimento energetica. È quanto prevede la revisione della Legge sul CO2 per il periodo dal 2021 al 2030, adottata dalla Commissione dell’ambiente degli Stati con 11 voti favorevoli e una astensione. Il dossier sarà trattato nel plenum il 23 settembre.

In una seduta precedente, la commissione aveva già deciso aumenti del prezzo della benzina e dei biglietti aerei. Ora questo giro di vite sui riscaldamenti, adottato con un solo voto di scarto (7 a 6), allo scopo di raggiungere entro il 2050 l’obiettivo delle emissioni a zero netto, si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.

Per quanto riguarda gli edifici, il valore limite fissato dalla commissione verrebbe inasprito ogni cinque anni. Agendo in questo modo, i Cantoni saranno in condizione di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni degli edifici di almeno l’80% entro il 2050. Il Consiglio federale, nel suo progetto, propone invece un disciplinamento sussidiario.

Per la commissione, il suo modello è preferibile poiché con una scadenza fissa - ossia il 2023 - si garantisce sicurezza nella pianificazione. D'altro, fa notare la commissione, tutte le tecnologie rilevanti sono già oggi disponibili per contenere l’emissione di gas generate dagli edifici.

No valori limite fissi - Due minoranze respingono la proposta di prevedere l’obbligo, in caso di sostituzione dell’impianto di riscaldamento, di rispettare un valore massimo di emissioni. La scadenza del 2023 è troppo vicina, ciò che potrebbe porre problemi nell’attuazione a livello cantonale. Come il governo, andrebbero fissati valori limite a titolo sussidiario: sarebbe introdotto dal 2028 un valore limite di 12 o 20 chilogrammi di CO2 all’anno soltanto qualora le emissioni degli edifici non fossero calate a sufficienza; tale provvedimento sarebbe articolato in tappe di cinque chilogrammi ogni cinque anni.

La Commissione propone poi di aumentare la quota della Confederazione circa i contributi globali versati ai Cantoni per finanziare le misure nel settore degli edifici. Per quanto concerne il contributo complementare, la Confederazione dovrebbe versare fino al triplo del credito autorizzato dal Cantone.

Con 6 voti a 5 e 2 astensioni, la Commissione appoggia anche l’inserimento dell’aspetto relativo al clima nell’esame dell’impatto sull’ambiente (EIA). A suo parere nei nuovi impianti previsti che sottostanno all’EIA occorre limitare le emissioni di gas a effetto serra.

Per la maggioranza questo nuovo esame è necessario per raggiungere gli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi sul clima. Una minoranza non crede opportuno inserire una simile normativa nella legge, poiché a suo parere l’esame dell’impatto sul clima frenerebbe gli investimenti.

Nazionale contrario - A metà dicembre il Nazionale aveva bocciato il progetto di revisione della legge sul CO2, dopo dieci ore di dibattito. Senza riforma, la Svizzera non riuscirà tuttavia a ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra del 50% entro il 2030 (rispetto al 2006), come prevede il governo.

Per questo, già nella sua seduta precedente, la commissione dell'ambiente della camera dei cantoni ha deciso di correre ai ripari, spingendosi più in là di quanto propone il Consiglio federale nel suo progetto.

Gli importatori di carburanti devono già compensare parte delle loro emissioni del CO2. Con la riforma si potrà arrivare fino al 90%. La commissione chiede di aumentare la quota da compensare in Svizzera, portandola dal 15 al 20%. Vuole però limitare la tassa per gli automobilisti, fissando un tetto di 10 centesimi al litro e di 12 a partire del 2025. In situazioni straordinarie, il Consiglio federale potrebbe inoltre abbassare questo limite.

La riforma dovrebbe portare inoltre anche a una tassa sui biglietti aerei, compresa fra i 30 e i 120 franchi, tranne per i viaggiatori in transito.

Fra le proposte figura anche l'istituzione di un fondo per il clima, alimentato da diverse fonti, in particolare i ricavi dalla vendita all'asta dei diritti di emissione e dalle sanzioni relative soprattutto ai veicoli. Vi sarebbero convogliate anche un terzo delle entrate della tassa sul CO2 e poco meno della metà di quelle sui biglietti aerei. Il fondo dovrebbe permettere di finanziare misure di riduzioni a lungo termine delle emissioni di CO2 degli immobili.

Contrariamente all'esecutivo, la commissione vuole introdurre direttive anche per quanto riguarda i veicoli pesanti, conformandosi in questo modo a una futura regolamentazione europea.

 

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