Keystone
SVIZZERA
29.11.18 - 10:210
Aggiornamento : 11:04

"Sì" al miliardo di coesione, «ma solo a certe condizioni»

Il Consiglio degli Stati ha dato il via libera al decreto federale, precisando che l'UE non debba adottare misure discriminatorie nei confronti della Svizzera. Il dossier passa al Nazionale

BERNA - Il "miliardo" di coesione - 1,3 miliardi in realtà - a favore degli Stati dell'Europa dell'Est e del Sud è nell'interesse della Confederazione. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che ha dato il via libera oggi a larga maggioranza a due decreti federali, sottoponendo però il versamento a una condizione, ossia che l'Ue non adotti, mettendole in pratica, misure discriminatore nei confronti della Svizzera. Il dossier va al Nazionale, che se ne occuperà in marzo.

Nel corso del dibattito, durato poco meno di due ore, si è discusso a lungo se fosse il caso di legare politicamente il cosiddetto miliardo di coesione a precise condizioni.

In fondo è proprio quello che ha fatto Bruxelles, hanno sostenuto diversi oratori in aula, quando ha messo in relazione il riconoscimento sine die della Borsa svizzera - ora solo per quest'anno - a progressi nei negoziati sull'accordo istituzionale tra la Svizzera e l'Ue.

Christian Levrat (PS/FR) ha invitato il plenum ad agire razionalmente e a non sopravvalutare l'efficacia politica del miliardo di coesione per il miglioramento delle nostre relazioni con l'Ue. Per il "senatore" friburghese, il contributo elvetico non è un obolo all'Europa, bensì un investimento nel nostro interesse volto a stabilizzare il Continente europeo a livello sia sociale che politico. Dello stesso parere Daniel Jositsch (PS/ZH), che ha invitato i colleghi a non limitare eccessivamente il margine di manovra del Consiglio federale nelle due relazioni di politica estera con Bruxelles, introducendo nuove "linee rosse".

Questo appello è in parte stato raccolto dal plenum. Philipp Müller (PLR/AG) ha infatti ritirato la sua proposta di minoranza che avrebbe voluto condizionare il contributo di coesione a "chiari segni di miglioramento nelle relazioni bilaterali con l'Europa e se quest'ultima non adotta discriminazioni"

A dare fastidio alla maggioranza, come anche al relatore della commissione Filippo Lombardi (PPD/TI), era la prima parte della proposta, giudicata vaga giuridicamente e politicamente delicata. Diverso invece il caso per il concetto di discriminazione, conosciuto a livello di diritto internazionale. La Svizzera, constatata una discriminazione (come viene considerato dal governo il mancato riconoscimento della Borsa elvetica, n.d.r) potrebbe anche denunciare l'Ue all'Organizzazione mondiale del commercio.

Per questo motivo, il plenum ha optato per la proposta di Ruedi Noser (PLR/ZH) in cui si parla solo di "misure discriminatorie nei confronti della Svizzera". Pur non mettendo in dubbio l'importanza del contributo elvetico allo sviluppo dei paesi dell'Est e a favore di Paesi come Italia e Grecia per far fronte ai flussi migrazioni, diversi esponenti PLR e PPD hanno infine votato, con un occhio rivolto anche al loro elettorato, a favore della versione suggerita dal "senatore" zurighese.

"Il minimo che si possa pretendere tra partner negoziali è che ci sia fair-play, insomma che non ci si discrimini a vicenda", ha detto Pirmin Bischof (PPD/SO). Per lo stesso Noser, visto il clima teso tra Berna e Bruxelles, è importante inviare un segnale di distensione all'Ue, evitando eccessi.

"Vogliamo aiutare ma qualcosa deve tornarci indietro", ha affermato dal canto suo Peter Föhn (UDC/SZ) , secondo il quale non è ammissibile "che la parte che riceve ci tratti con disprezzo". "Ciò che vale nelle relazioni tra privati, deve valere anche nelle relazioni tra Stati", ha spiegato il consigliere agli Stati svittese.

Nel suo intervento, il consigliere federale Ignazio Cassis si è detto sollevato dal fatto che non ci fosse un'opposizione di principio al contributo elvetico a favore dell'Ue. Si tratta di un investimento nella sicurezza e nella prosperità dell'Europa, ha insistito il ministro degli esteri ticinese.

Stando ai piani dell'esecutivo, una parte consistente dell'importo di 1,302 miliardi di franchi diluito su 10 anni (circa 130 milioni l'anno) dovrebbe andare a Paesi dell'Europa dell'Est quali Polonia e Romania, seguite da Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Bulgaria.

Più nei particolari, 1,0469 miliardi sono destinati ai Paesi dell'Ue 13 quale contributo di coesione. Per quanto riguarda la somma destinata alla coesione, fino a 200 milioni sono previsti per la formazione professionale, un settore nel quale la Confederazione può vantare una lunga esperienza.

190 milioni sono attribuiti alla migrazione (per l'integrazione dei migranti nella società e nel mondo del lavoro, e anche per rispondere a situazioni di urgenza, come ad esempio un forte afflusso di migranti) e i rimanenti 65,1 milioni concernono le spese a carico dell'amministrazione federale (costi salariali in Svizzera e sul posto, spese legate all'uso di esperti, comunicazione, ecc). Il Consiglio federale calcola in 40 unità i posti di lavoro necessari per la realizzazione di questo programma decennale.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Danny50 1 anno fa su tio
I fuchi fucheggiano su come sperperare miliardi per gli altri e tagliare per i nostri.
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
CAPO VERDE
6 ore
Bloccata da 4 mesi a Capo Verde: «Riportatemi in Svizzera»
Una 50enne di Svitto era partita a marzo per due settimane di vacanza e relax. E invece sta vivendo un incubo
TURGOVIA
7 ore
In bici con un tasso del 3,2 per mille
Un ciclista ubriaco è stato protagonista di un incidente questa mattina ad Arbon
FOTO
SVIZZERA
8 ore
Vestiti di nero per dire no al razzismo
Circa 200 persone si sono riunite oggi su Piazza federale.
SVIZZERA
12 ore
Migros richiama i suoi "Tondelli di riso integrale"
È stata riscontrata la presenza di latte. Chi non è allergico può consumarli senza problemi.
SVIZZERA
12 ore
Coronavirus: contagi stabili in Svizzera
Dall'inizio dell'emergenza i casi positivi registrati sono 32'798, mentre i morti restano 1'686
SVIZZERA
13 ore
Temporali e forti venti a nord delle Alpi
Tanta pioggia e grandine nella notte: particolarmente colpito il canton Svitto.
GRIGIONI
14 ore
Bimbo positivo, diciotto in quarantena
Il piccolo stava frequentando un campo di vacanza diurno a Zuoz.
SVIZZERA
14 ore
Credit Suisse, risolta la controversia americana
La seconda banca elvetica pagherà 15.5 milioni di dollari per risolvere la vicenda.
ZURIGO
15 ore
Altro superspreader in discoteca
Diverse persone che hanno trascorso la notte del 27 giugno al Club Jade si sono successivamente ammalate di coronavirus.
SVIZZERA
17 ore
Democrazia digitale: Amnesty & Co. fanno chiarezza su SwissCovid
Diverse ONG hanno unito le forze per informare sul contact tracing attraverso un portale online
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile