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SVIZZERA
04.10.18 - 17:060

Elezioni federali, ecco chi vincerebbe se fossero oggi

Stando al barometro elettorale SRG SSR, il partito che guadagnerebbe più consensi rispetto al 2015 sarebbe quello dei Verdi

BERNA - Se le elezioni federali fossero questo autunno, e non il prossimo, Verdi, PLR, Verdi liberali e PS sarebbero i partiti in progressione di votanti, mentre UDC, PPD e PBD perderebbero terreno rispetto ai risultati dell'ottobre 2015. È quanto risulta dal barometro elettorale SRG SSR, commissionato all'istituto zurighese Sotomo e pubblicato questo pomeriggio.

L'Unione democratica di centro (UDC), sebbene in calo di 2 punti percentuali, rimane di gran lunga il primo partito elvetico con il 27,4% delle intenzioni di voto. Sarebbe il terzo miglior risultato della sua storia.

Il Partito socialista (PS) mantiene il secondo posto con il 19,3% (+0,5 punti). Gli sta alle calcagna il Partito liberale radicale (PLR), che guadagna 1,3 punti rispetto al 2015 e sale al 17,7%.

Ancora al quarto rango risulta il Partito popolare democratico (PPD), che scende al 10,1% (-1,5), e a cui si avvicinano i Verdi a quota 8,7% (+1,6 punti).

Fra gli altri partiti non di governo i Verdi liberali (PVL) salgono al 5,7% (+1,1), mentre il Partito borghese democratico (PBD) cala al al 3,2% (-0,9).

Gli autori del sondaggio, che ha un margine di errore di 1,5 punti, osservano ancora una volta che le variazioni rilevate sono tipiche delle elezioni parlamentari elvetiche, ossia esigue, soprattutto se paragonate ai paesi vicini.

D'altro canto quasi la metà degli interpellati da Sotomo ritiene il Consiglio Nazionale sia ideologicamente troppo a destra, mentre circa un terzo afferma il contrario e un quinto considera l'orientamento politico della Camera dei cantoni "giusto come debba essere". I più soddisfatti di questa camera del parlamento, con un tasso del 41%, sono i sostenitori del PLR.

In base alle risposte date all'istituto zurighese, i premi delle assicurazioni malattia (42%) e la riforma della previdenza di vecchiaia (37%) sono chiaramente in testa alle preoccupazioni dei votanti. Seguono quasi sullo stesso piano l'immigrazione (31%), il cambiamento climatico (30%) e le relazioni con l'Unione europea (28%). Le pari opportunità uomo-donna (13%) e la competitività economica (11%) sembrano ora in secondo piano.

Fra le 15 sfide da affrontare menzionate dal sondaggio, la riforma della fiscalità delle aziende risulta in coda al plotone (6%), malgrado sia attualmente la priorità della politica istituzionale.

Al sondaggio hanno partecipato dal 13 al 18 settembre 14'985 persone, per metà circa "reclutate" dall'istituto Sotomo e per metà "volontari" che hanno risposto al sondaggio visibile sui siti internet della SSR. Per la valutazione sono state tenute in considerazione 12'179 persone, dopo l'esclusione di questionari solo parzialmente compilati e doppioni.

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