Keystone
SVIZZERA
04.05.18 - 16:110

Von Wattenwyl all'insegna della cybersicurezza e dell'Ue

Vertici dei partiti di governo e una delegazione del Consiglio federale si sono riuniti oggi per i tradizionali colloqui

BERNA - La cybersicurezza è stata al centro dei colloqui tenutosi oggi alla casa von Wattenwyl tra i vertici dei partiti di governo e una delegazione del Consiglio federale. Si è discusso pure di relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea, nonché di governance delle aziende parastatali, di questioni fiscali e di politica agricola.

Oltre al presidente della Confederazione Alain Berset, hanno partecipato ai colloqui per l'esecutivo anche il consigliere federale Ueli Maurer e il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr, indica il governo in una nota odierna.

I cyber-rischi rappresentano una delle sfide più importanti cui sono confrontate le società democratiche. Per questo la Confederazione deve riconsiderare e, all'occorrenza, riprogettare la propria organizzazione in questo settore, ha ricordato Ueli Maurer ai vertici dei partiti e dei gruppi parlamentari di PPD, PLR, PS e UDC. Anche il Parlamento in varie circostanze ha impartito al Governo direttive chiare in tal senso.

La discussione si è incentrata sia sulla collaborazione tra i dipartimenti federali sia sul rafforzamento delle strutture di gestione nell'ambito della ciybersicurezza. Il Consiglio federale auspica l'introduzione di un coordinamento fra i dipartimenti allo scopo di rilevare migliori misure organizzative e risorse necessarie. Esecutivo e partiti di governo hanno insistito sulla necessità di collaborare anche con gli attori privati.

Relazioni con l'UE - La delegazione del Consiglio federale ha inoltre fatto il punto della situazione sui negoziati in corso sulle questioni istituzionali con l'Unione europea. È stata in particolare presentata la soluzione arbitrale abbozzata dai negoziatori per la risoluzione delle controversie tra Berna e Bruxelles ed è stata ribadita la volontà del Consiglio federale di salvaguardare le misure di accompagnamento all'Accordo sulla libera circolazione delle persone, si legge nella nota.

Il Governo ha ribadito che l'accordo istituzionale non è fine a se stesso, ma rappresenta uno strumento che permette di gestire in modo efficiente gli accordi di accesso al mercato. Per quanto riguarda il secondo contributo della Svizzera destinato ad alcuni Stati membri dell'UE, il Consiglio federale ha precisato che, una volta conclusa la consultazione avviata lo scorso 28 marzo, ne analizzerà i risultati riesaminando in parallelo lo stato generale delle relazioni tra Berna e Bruxelles.

I partecipanti ai colloqui sono stati pure informati in merito a come il Governo intende garantire i diritti e i doveri reciproci esistenti tra la Confederazione e il Regno Unito nella fase di transizione della Brexit prevista dal 29 marzo 2019 al 31 dicembre 2020.

Governance aziende e questioni fiscali - Alla casa von Wattenwyl si è parlato anche della gestione delle aziende della Confederazione. Il Consiglio federale ritiene che le attuali basi legali siano adatte a gestire in modo appropriato queste aziende. Tuttavia, Governo e partiti reputano necessario proseguire la riflessione per individuare ancor migliori modalità di governance delle aziende parastatali.

Su richiesta dei partiti, il consigliere federale Maurer ha poi illustrato le possibili misure per rafforzare la piazza economica svizzera. Entro fine anno il Dipartimento federale delle finanze (DFF) prevede di sottoporre al Consiglio federale una serie di proposte di riforma. Sulla base di queste informazioni l'esecutivo potrà quindi decidere come procedere con i dossier concernenti la riforma dell'imposta preventiva e la soppressione delle tasse di bollo.

Infine, il Consiglio federale ha fornito ai partiti informazioni sullo stato attuale dei lavori riguardanti l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (AP22+). Il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann, responsabile dell'agricoltura, non era presente ai colloqui perché impegnato nel suo viaggio negli Stati del Mercosur.

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