Keystone
SVIZZERA
27.02.18 - 10:380
Aggiornamento : 12:21

No ad ostacoli ai bus a lunga percorrenza

Il Consiglio nazionale ha approvato oggi la futura Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria

BERNA -  Lo sviluppo del traffico nazionale e internazionale con autobus a lunga distanza non va intralciato con norme più severe. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale discutendo della futura Organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (OIF), approvata con 178 voti contro 1 e 16 astensioni.

Quello sugli autobus è solo uno degli aspetti dell'OIF, è però quello che ha suscitato maggiori discussioni oggi in aula. Il progetto prevede tutta una serie di altre misure che non sono state minimamente contestate in Parlamento.

Lo scopo dell'OIF è di migliorare l'attuale sistema sul lungo periodo, aumentandone la trasparenza e l'efficienza e riducendo il potenziale di discriminazione nell'accesso all'infrastruttura da parte delle imprese del settore. Nel presentare il messaggio, il governo ha però escluso la completa separazione fra infrastruttura ed esercizio ritenendola «penalizzante oltre che non necessaria».

L'OIF intende poi rafforzare i diritti dei passeggeri. I viaggiatori muniti di biglietto potranno ad esempio essere risarciti in caso di forte ritardo. Chi viaggia con un abbonamento non avrà invece diritto ad alcun rimborso.

Come detto, tutte queste disposizioni sono state approvate senza discussioni. L'unico tema che ha fatto - a lungo - discutere il Nazionale è stata la volontà della commissione preparatoria di introdurre delle disposizioni per limitare l'espansione degli autobus a lunga concorrenza.

Le norme attuali sono troppo liberali, ha sostenuto Martin Candinas (PPD/GR). Gli autobus a lunga percorrenza fanno concorrenza alle linee ferroviarie redditizie, non verranno mai nelle regioni periferiche, ha aggiunto il grigionese.

Sottraendo clienti alle FFS, gli autobus comprometteranno il finanziamento delle linee ferroviarie deficitarie che devono poter contare su fondi provenienti da quelle redditizie. La conseguenza, secondo Regula Rytz (Verdi/BE) è che gli utenti dovranno fare i conti con tariffe più elevate o con un'offerta minore.

«Ma qui si tratta di 600 passeggeri al giorno», ha replicato Ulrich Giezendanner (UDC/AG). «Non vogliamo tornare all'economia pianificata nel settore dei trasporti», ha sostenuto il democentrista che ha citato anche lo scandalo finanziario di AutoPostale «avvenuto in un sistema monopolistico».

«Non bisogna avere paura degli autobus», ha aggiunto Adrian Amstutz (UDC/BE) ricordando che le relative compagnie necessitano di una concessione federale per operare che viene rilasciata solo a determinate condizioni. Le nuove offerte, ha sostenuto la consigliera federale Doris Leuthard, sono un reale atout per la popolazione. Per un Paese turistico come la Svizzera è importante avere un sistema che permetta di creare collegamenti diretti, per esempio tra l'aeroporto di Zurigo e le principali stazioni turistiche.

Con 122 voti contro 69 e 2 astenuti, la Camera del popolo ha quindi respinto il giro di vite proposto preferendo rimanere alla situazione attuale. Il Consiglio nazionale ha poi tacitamente approvato una mozione che chiede al governo di elaborare un piano nazionale per i terminal degli autobus a lunga percorrenza. L'obiettivo è di creare infrastrutture che permettano di agevolare i trasferimenti fra mezzi pubblici, privati e semi-privati.

Se anche gli Stati approveranno l'atto parlamentare, la Confederazione dovrà svolgere una funzione di coordinamento centrale fra Cantoni, Comuni e rappresentanti del settore. La situazione attuale viene infatti ritenuta insoddisfacente.

Adrian Amstutz, che si è espresso a nome della commissione, ha ricordato il caso della città di Berna che per la fermata degli autobus a lunga percorrenza mette a disposizione un terreno in periferia che non è neppure asfaltato. «Immaginate cosa penseranno i turisti che dovessero giungere nella capitale in un giorno di pioggia», si è chiesto il bernese. L'intero dossier passa ora agli Stati.

Da notare che in un primo tempo - il 9 marzo dello scorso anno - il Consiglio nazionale aveva deciso di rinviare l'intero dossier sull'OIF al Consiglio federale con l'incarico di trasformare FFS Cargo in una impresa autonoma. Nel maggio successivo gli Stati avevano però respinto tale eventualità giudicandola prematura. I "senatori" preferivano attendere un rapporto del Consiglio federale sul tema prima di prendere una decisione in merito.

Nel frattempo tale documento è stato pubblicato. La competente commissione del Nazionale ha approvato le proposte del Consiglio federale che prevedono di mantenere FFS Cargo in seno al gruppo FFS, ma con un proprio consiglio di amministrazione rafforzato. L'esame dettagliato dell'OIF ha così potuto iniziare.

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