Keystone
SVIZZERA
20.02.18 - 17:070

Legge su sicurezza informazioni, troppi dubbi

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propone di non entrare in materia

BERNA - La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propone di non entrare in materia sulla legge sulla sicurezza delle informazioni. Le precisazioni pervenute dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) sul progetto non hanno infatti diradato i dubbi.

La decisione è stata presa con 16 voti contro 9, precisano in un comunicato i Servizi del Parlamento. Nella sua precedente seduta, la commissione era entrata in materia sul relativo disegno di legge, ma aveva incaricato il DDPS di fornirle una valutazione più precisa riguardo alle ripercussioni finanziarie e sul personale.

Dopo aver preso atto di questi ragguagli aggiuntivi, la maggioranza della CPS-N è giunta alla conclusione che la legge porterebbe all'istituzione di un apparato di protezione delle informazioni troppo voluminoso e complesso, capace di sottrarsi al controllo del Parlamento. A non convincere è inoltre il fatto che le stime dei costi sono assai approssimative.

Una minoranza ravvisa invece una chiara necessità di intervenire per migliorare la sicurezza delle informazioni nell'ambito di competenza della Confederazione. La legge proposta offre, a suo avviso, una soluzione strutturata meglio di quanto non facciano le attuali disposizioni e permetterebbe di colmare le lacune esistenti. A costi sostenibili, consentirebbe anche di potenziare il coordinamento interno, mentre il Parlamento, possedendo la sovranità in materia di preventivo, manterrebbe il controllo.

Il Consiglio nazionale si chinerà sul progetto durante l'imminente sessione primaverile delle Camere. Nel caso in cui decidesse di non entrare in materia, il progetto ritornerebbe al Consiglio degli Stati, che dal canto suo ha già approvato il disegno di legge senza voti contrari.

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