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BERNA
31.01.18 - 10:570

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: consultazione sull’ordinanza esecutiva

Le misure previste intendono anche permettere alle forze dell'ordine di riconoscere più agevolmente i rientri in patria abusivi da parte dei rifugiati

BERNA - Nella scorsa sessione invernale, il Parlamento ha approvato il progetto di legge per l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, compresi i necessari adeguamenti della legge sugli stranieri (LStr) e della legge sulle dogane (LD). Nella seduta del 31 gennaio 2018, il Consiglio federale ha ora posto in consultazione le pertinenti ordinanze esecutive e altre ordinanze in ambito migratorio.

Gli Stati Schengen vogliono ampliare e potenziare la gestione delle frontiere esterne, il che rafforza la sicurezza interna e contribuisce a contrastare la migrazione illegale. Frontex, l'agenzia finora preposta a tale compito, è sostituita dalla nuova Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. I singoli Stati Schengen continuano a essere responsabili in via prioritaria della gestione delle loro frontiere esterne, ma ricevono il sostegno della nuova agenzia. Non vi sono invece cambiamenti alle frontiere interne.

Rafforzare la politica comune in materia di ritorno - La nuova agenzia della guardia di frontiera e costiera assumerà pure maggiori responsabilità nell'ambito del rimpatrio nel Paese di origine di cittadini di Stati terzi che soggiornano illegalmente nello spazio Schengen. Osservatori, personale di scorta e specialisti in materia di ritorno saranno disponibili, in seno a pool europei, per interventi comuni di rimpatrio.

Il pertinente regolamento è stato approvato il 14 settembre 2016 dal Parlamento e dal Consiglio dell'UE, nonché recepito dalla Svizzera in quanto sviluppo dell'acquis di Schengen. Nella votazione finale del 15 dicembre 2017, il Parlamento ha approvato il progetto di legge e i necessari adeguamenti della legge sugli stranieri (LStr) e della legge sulle dogane (LD).

Adeguamenti di altre ordinanze in ambito migratorio - Il catalogo di misure previste intende inoltre permettere alla polizia aeroportuale e al Corpo delle guardie di confine di riconoscere più agevolmente, in occasione dei controlli di frontiera, i rientri in patria abusivi da parte dei rifugiati. La nazionalità di queste persone sarà pertanto indicata nei permessi di viaggio. Oggi figura soltanto il luogo di nascita. Inoltre, l'ordinanza concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri (ODV) è stata sottoposta a una revisione parziale.

Il Consiglio federale ha inoltre effettuato gli adeguamenti delle disposizioni esecutive contenute nell'ordinanza concernente l'esecuzione dell'allontanamento e dell'espulsione di stranieri (OEAE) e nell'ordinanza sulla cooperazione operativa con gli altri Stati Schengen in materia di protezione delle frontiere esterne dello spazio Schengen (OCOFE). Le principali modifiche dell'OCOFE riguardano gli ambiti di competenza dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in materia di collaborazione con l'Agenzia. L'AFD mantiene il ruolo di interlocutore principale dell'Agenzia, funge da punto di contatto nazionale per quest'ultima e rappresenta la Svizzera in seno al consiglio d'amministrazione. Nell'OEAE sono disciplinate, tra le altre cose, le modalità d'impiego degli specialisti svizzeri in caso di operazioni di rimpatrio su scala europea.

Inoltre, sono sottoposti al parere dei partecipanti alla consultazione anche adeguamenti di altre ordinanze in ambito migratorio: l'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto (OEV) è stata sottoposta a una revisione totale, mentre l'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) è stata oggetto di una revisione parziale. Nella seduta del 31 gennaio 2018 il Consiglio federale ha avviato la consultazione relativa a tutti questi adeguamenti, che si concluderà il 30 aprile 2018.

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