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SVIZZERA
22.01.21 - 15:240

Telelavoro, il piede del virus sul pedale di una rivoluzione già in corso

Vantaggi, svantaggi, stress, produttività. La pandemia ha accelerato i cambiamenti nel mondo del lavoro

ZURIGO - Il telelavoro, reso obbligatorio dal Consiglio federale da lunedì, sta cambiando profondamente il mondo del lavoro. Dalla sicurezza informatica allo spettro dell'isolamento, passando dai timori sull'innovazione aziendale, il nuovo approccio pone sfide che interessano tutte le aziende, di qualunque dimensione.

Swisscom non ha osservato alcun picco di dati dall'introduzione dell'obbligo il 18 gennaio. «Le applicazioni usate per lo smart working richiedono solo una piccola parte del traffico totale rispetto a quelle di streaming come Blue TV e Netflix. Un aumento massiccio del traffico dei telelavoratori non causa quindi un carico aggiuntivo rilevante sulla nostra rete», ha spiegato una portavoce del gigante blu all'agenzia Awp.

Problemi e piani d'emergenza
Ma non mancano i potenziali problemi. Una ricerca realizzata per Digitalswitzerland e La Mobiliare ha rivelato che la sicurezza cibernetica è la preoccupazione più pressante in tempi di home office. Un quarto delle piccole e medie imprese (Pmi) svizzere è già stato vittima di un grande attacco informatico. «Nonostante la frequenza degli attacchi, solo una Pmi su due ha un piano di emergenza per garantire la continuità dell'attività. Circa due terzi non forniscono una formazione regolare ai loro dipendenti e non hanno implementato un piano di sicurezza», hanno rilevato gli autori dello studio.

Rischio isolamento e fattore produttività
Preoccupazioni sussistono anche riguardo al personale. Secondo Philippe Schleiter, fondatore della società di consulenza Delta Lead, «l'isolamento dei dipendenti finirà per pesare sul loro morale, sulla loro voglia di fare e quindi sulla loro produttività». «Questa situazione fa perdere alle aziende l'intelligenza collettiva», continua. Parlare facilmente e direttamente tra persone e tenere riunioni regolari permette di far emergere nuove idee e di formare una vera coesione tra i team».

John Weeks, professore alla IMD Business School di Losanna, è d'accordo. «A lungo termine, tutte le interazioni informali che avvengono all'interno di un'azienda e che non possono essere sostituite virtualmente influenzeranno la produttività e la creatività all'interno di una squadra di lavoratori», dice. A suo avviso con l'impiego al domicilio l'innovazione viene trascurata.

Secondo Weeks, i vantaggi di operare da casa sono reali, ma lo sono anche gli svantaggi, soprattutto a lungo termine. Per esempio, i genitori possono avere difficoltà a gestire la vita familiare, quando viene imposta la scuola a distanza. Altri sentiranno la paura di perdere dei progetti, avranno il timore di non essere riconosciuti e spenderanno molta energia per non «scomparire dal radar», proseguendo sino all'esaurimento, osserva Schleiter. Fenomeni, questi, che pesano sulla produttività.

E lo stress?
Christophe Sahli, responsabile dell'unità di emergenza e crisi all'Hôpital De Prangins nel dipartimento di psichiatria che fa parte del nosocomio vodese CHUV, nota che dallo scoppio della pandemia non c'è stata una valanga di consultazioni relative al telelavoro, cosa che però a suo avviso non è necessariamente un buon segno. «Molte persone si sono probabilmente astenute dal consultarci, trovando strategie personali per far fronte allo stress, come aumentare il consumo di alcol o banalizzare le tensioni o i conflitti intra-familiari». Sahli non esita a tracciare un parallelo con le situazioni di guerra: «La gente si sente insicura di fronte all'incertezza, evolvendo più in un registro di sopravvivenza che di vita».

Per Stefan Kaiser, primario del dipartimento di psichiatria per adulti degli ospedali universitari di Ginevra, le attuali consultazioni non sono direttamente legate al telelavoro. «È molto più complesso: è la paura di perdere il lavoro o la pressione dell'azienda sui suoi dipendenti che porta le persone a cercare aiuto».

Un esperto di Ginevra, che testimonia in modo anonimo, riferisce di un aumento del 30% delle consultazioni, soprattutto tra i giovani quarantenni. Per gestire lo stress lo specialista raccomanda l'attività fisica, una maggiore comunicazione e l'espressione chiara dei propri bisogni. Vi sono però anche effetti pratici positivi del telelavoro, poiché esso evita il contatto stressante con i colleghi o con i superiori e permette di ricorrere a pause creative, magari praticando lo yoga.

Cambia anche il reclutamento, ma come?
Intanto i processi di reclutamento sono stati profondamente modificati dalla pandemia, con le aziende che ora fanno un uso crescente di colloqui in videoconferenza, spiega un portavoce di Adecco Svizzera. I processi «sono diventati più efficienti perché le interviste possono essere condotte digitalmente e indipendentemente dal luogo». Le aziende sono ora in una buona posizione per assumere, dato che il mercato brulica di candidati altamente qualificati, secondo il gigante del lavoro interinale.

Per la società di consulenza Von Rundstedt, invece, i processi di assunzione sono diventati più complicati. «I reclutatori vogliono vedere i candidati in faccia per farsi un'idea» e questo è più difficile con lo smart workong, sostiene il direttore generale. Pascal Scheiwiller. Mentre la pandemia impone tagli dell'organico, parallelamente vi sono anche molti posti vacanti, ma i processi interni sono lenti. Le imprese si trovano nel mezzo di una trasformazione, poiché la pandemia porta a un'accelerazione dei cambiamenti strutturali.

Coworking, una prospettiva per il futuro?
La tendenza al telelavoro conferma le buone prospettive per il coworking, la condivisione di spazi lavorativi. Secondo Gotham - la più grande rete di queste strutture in Svizzera - l'approccio è adatto ai criteri di distanziamento sociale imposti dal coronavirus. «Siamo convinti che il coworking rappresenti il futuro del mondo del lavoro e la pandemia ha accelerato questa consapevolezza a livello globale», afferma il direttore generale Guilhem Sirven.

In seguito all'esplosione del telelavoro diverse grandi società stanno pensando di investire in questo tipo di spazi per porre fine a certe locazioni di uffici ritenute troppo costose. «Stiamo sviluppando la nostra offerta per i grandi gruppi che non vogliono più avere un accesso nominativo, ma desiderano acquistare ad esempio 10'000 giorni di accesso, spiega Philippe Peress di IWG, una multinazionale lussemburghese del ramo. Le aziende che operano nel campo del coworking puntano su servizi e flessibilità per guadagnare influenza.

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