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SVIZZERA
09.11.20 - 08:100
Aggiornamento : 09:25

Disoccupazione stabile in ottobre: 3,2% come in settembre

In Ticino il tasso si è attestato al 3,3%. Su base annua invece l'incremento a livello nazionale è stato di 1,0 punti.

BERNA - La disoccupazione cresce solo lievemente in ottobre, rimanendo però elevata in confronto all'anno scorso: il numero dei senza lavoro è aumentato di 558 unità, ancora al di sotto della barra di 150'000, con un tasso che si è attestato al 3,2%, immutato rispetto a settembre.

Su base annua l'incremento è stato di 1,0 punti, emerge dai dati pubblicati oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il tasso è identico a quello segnato in giugno e luglio. L'apice dell'anno è stato osservato in maggio, con il 3,4%.

Alla fine di ottobre erano 149'118 le persone iscritte presso gli uffici regionali di collocamento (URC). Sull'arco dei dodici mesi si regista però una crescita netta, pari a 47'434 unità: concretamente in fila davanti agli sportelli vi erano il 46,6% di persone in più.

In Ticino nel decimo mese dell'anno il tasso si è attestato al 3,3% (immutato rispetto a settembre e +0,7 punti in confronto a ottobre 2019), nei Grigioni all'1,8% (+0,5 punti e +0,5 punti).

Il Ticino è al nono posto fra i più toccati dal problema, mentre i Grigioni sono al quarto rango nella graduatoria dei meno colpiti. In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 5720 disoccupati (+19 su base mensile, +1284 su base annua), mentre nelle valli retiche la cifra è di 2027 (+551 e +605).

I cantoni romandi rimangono i più colpiti dalla disoccupazione. Con un tasso del 5,2% il primato negativo spetta a Ginevra e Giura, seguiti da Neuchâtel (4,8%), Vaud (4,5%) e Basilea Città (3,9%). Con un tasso dello 0,9% Appenzello Interno è invece il cantone con meno disoccupati; Zurigo è al 3,2%.

SECO: numeri tradizionalmente più bassi - I dati diffusi dalla SECO si basano sulle persone effettivamente iscritte agli URC. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende nota la sua stima trimestralmente: l'ultima disponibile - pubblicata a metà agosto - dà la disoccupazione in Svizzera nel secondo trimestre al 4,6%. Lo scarto fra i due dati - quello della SECO e quello ILO - suscita spesso acceso dibattito.

Le quote di senza lavoro registrate dalla SECO sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell'assistenza.

Persone in cerca di impiego: +1,4% - Complessivamente, indica ancora la SECO, le persone in cerca d'impiego registrate nel mese scorso erano 241'460, l'1,4% in più rispetto a settembre e il 36,8% in più che nell'ottobre 2019. Tale cifra comprende, oltre ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli URC è pari a 30'671 (-4'054 rispetto a settembre e -4'256 su base annua).

Per quel che concerne la disoccupazione parziale, in agosto (ultimo dato disponibile) sono state colpite dal lavoro ridotto 304'400 persone, ovvero 43'238 in meno (-12,4%) rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende interessate è diminuito di 4'286 unità (-11,0%) portandosi a 34'785. Il numero delle ore di lavoro perse è calato di 4'235'939 unità (-20,8%), per un totale di 16'168'011 ore.

Giovani disoccupati in calo del 7,9% - Dai dati pubblicati dalla SECO emerge anche che il numero di giovani (15-24 anni) disoccupati è diminuito di 1508 unità (-7,9%) rispetto a settembre a un totale di 17'562, cioè 5570 persone in più (+46,4%) che un anno prima. Il tasso per questa fascia di età si è attestato al 3,3%, in flessione di 0,3 punti su base mensile e in progressione di 1,0 punti su base annua. I lavoratori di età superiore ai 50 anni sono al 3,0% (stabile a livello mensile, +0,9 annuo). I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 26'458, il 103,1% in più di dodici mesi prima: 720 giovani, 14'265 tra i 25 e i 49 anni e 11'411 ultra-50enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro del 2,4% (nessuna variazione mensile, +0,7 rispetto alla media annua del 2019), gli stranieri del 5,5% (+0,1 e +1,5). Per paese o regione di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (12,1%), gli africani (10,8%) - che la SECO considera nel loro insieme - i rumeni (9,4%) e i kosovari (8,0%). L'Ue è al 4,9%. Riguardo ai principali paesi confinanti, la Francia è al 6,3%, l'Italia al 5,0% e la Germania al 3,6%.

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