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SVIZZERA
22.09.20 - 11:560

Il pensionamento anticipato è un miraggio

Le riduzioni della rendita per il resto della vita pesano sull'economia familiare e in futuro sarà ancora peggio

ZURIGO - Si allontana sempre più il sogno di godere di qualche ulteriore anno di tranquillità al termine di una lunga carriera professionale: la strada verso il pensionamento anticipato si farà ancora più ardua, afferma uno studio pubblicato oggi da Credit Suisse.

Il desiderio di ritirarsi anticipatamente dalla vita lavorativa è molto diffuso e una considerevole quota di svizzeri va in pensione prima del raggiungimento dell'età ordinaria AVS (64 anni per le donne e 65 anni per gli uomini). Se solo l’8% delle donne e il 10% degli uomini sfruttano la possibilità di accedere anticipatamente (massimo 2 anni) alla rendita AVS, il prelievo anticipato di prestazioni della cassa pensione è nettamente più diffuso: i dati sono rispettivamente del 43% (donne) e del 46% (uomini). Questa scelta è particolarmente diffusa tra le persone non coniugate e quelle con reddito elevato.

Il pensionamento anticipato comporta comunque riduzioni della rendita per il resto della vita. Per un uomo del segmento di reddito medio - per esempio un insegnante - un prelievo anticipato di due anni della rendita AVS e della cassa pensione comporta una riduzione della prestazione pensionistica a vita da 49'823 a 42'742 franchi all'anno (da 4'151 a 3'562 franchi al mese). Ciò equivale a una perdita del 14% rispetto al prelievo della rendita AVS e della cassa pensione dai 65 anni. Se si rimanda il prelievo della rendita AVS fino all'età di 65 anni, nel segmento di reddito medio le prestazioni pensionistiche si riducono dell'8% in caso di prelievo della rendita della cassa pensione dai 63 anni e del 23% per i prelievi dai 58 anni.

Dalle simulazioni degli economisti di Credit Suisse emerge che nei segmenti di reddito più bassi e più alti la percentuale delle perdite non varia molto. Ma a cambiare è chiaramente la situazione di partenza. Prendendo il caso di un venditore (reddito basso), con un pensionamento ordinario a 65 anni potrà contare su una rendita annua di 38'112 franchi, ossia circa 3'200 al mese. Che scende a 2'500 se andasse in pensione a 58 anni, contando però che sino al momento del prelievo AVS dovrebbe accontentarsi di una rendita della cassa pensione di circa 9'000 franchi all'anno. In assenza di ulteriori risparmi privati, il pensionamento anticipato in questo caso rimarrebbe un sogno nel cassetto.

Le perdite sono considerevoli e la strada verso il pensionamento anticipato si farà ancora più dura, poiché in assenza di riforme decisive in futuro la situazione pensionistica in Svizzera è destinata a peggiorare sensibilmente, sottolineano gli esperti di Credit Suisse. Il pensionamento sarà molto più difficile da finanziare per le generazioni future: infatti il corrente basso livello dei tassi frena la costituzione del patrimonio. Inoltre gli averi di vecchiaia vengono remunerati da anni a interessi inferiori di quelli dei pensionati, dato che solo così possono essere mantenute le eccessive promesse nei riguardi di questi ultimi. Infine, le aliquote di conversione subiscono un calo generalizzato. Rettificate per il potere d'acquisto, in caso di pensionamento ordinario, le rendite nel segmento di reddito medio scenderanno in termini reali da 57'091 franchi nel 2010 a circa 48'457 franchi nel 2025, il che equivale a una flessione del 15%.

A fronte di questa significativa riduzione delle rendite e, nel contempo, delle crescenti lacune previdenziali, il pensionamento anticipato diventerà irraggiungibile per una quota crescente della popolazione svizzera, conclude lo studio. Un'attenta pianificazione finanziaria diventa perciò sempre più importante. Per compensare eventuali lacune previdenziali, a seconda del caso, è opportuno valutare interventi nel secondo e nel terzo pilastro. In alternativa al costoso pensionamento anticipato, esiste anche la possibilità di optare per un pensionamento parziale, ovvero ridurre gradualmente l'attività professionale: in tal modo non si esce repentinamente dalla vita lavorativa e le conseguenze finanziarie sono più sostenibili.

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