Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
28.08.20 - 12:100

Quando una pandemia manda in perdita (anche) gli ospedali

L'associazione H+ Gli ospedali Svizzeri chiede al Governo una compensazione, «anche in vista di una seconda ondata»

BERNA - Gli ospedali elvetici stimano il danno economico legato al Covid-19 tra 1,7 e 2,6 miliardi di franchi per il 2020. La misura che ha inciso maggiormente è il divieto di effettuare trattamenti non urgenti, ordinato dal Consiglio federale tra il 13 marzo e il 26 aprile 2020, che ha provocato perdite di utili tra il 67 e il 75%.

Solo fino al 30 giugno 2020, il danno subito da ospedali e cliniche ammonta a circa 1,4-1,8 miliardi di franchi, indica in una nota odierna l'associazione "H+ Gli ospedali Svizzeri". Anche in seguito alla fine della fase di lockdown - a partire dal 27 aprile - «non è riscontrabile l'effetto di ricupero atteso», sottolinea.

L'organizzazione chiede pertanto al governo una compensazione. Da ciò dipende la fornitura di assistenza sanitaria, «anche in vista di una possibile seconda ondata», avvisa H+. Tali aiuti verranno discussi il prossimo lunedì nel corso di un incontro fra diversi attori, tra cui il consigliere federale Alain Berset, i cantoni, gli assicuratori e rappresentanti di fornitori di prestazioni.

«Serve una regolamentazione del finanziamento immediata, adeguata e riferita agli ospedali, che stabilisca i rispettivi contributi di Confederazione, Cantoni e assicuratori», afferma la direttrice di H+, Anne-Geneviève Bütikofer, citata nel comunicato.

Danno economico può aumentare - Le stime sul danno economico -dovuto alle perdite di utili - sono calcolate da un rilevamento effettuato dall'associazione SpitalBench-mark e PwC Svizzera. Oltre a quanto perso fino al 30 giugno, H+ ritiene - sulla base di una proiezione - che fino alla fine dell'anno il danno potrà aumentare ulteriormente di circa 0,3-0,8 miliardi, raggiungendo così un massimo di 2,6 miliardi.

Inoltre, aggiunge H+, in vista di una possibile seconda ondata di coronavirus dovrebbero essere i governi cantonali - e non il Consiglio federale - a decidere il «momento concreto di un divieto di trattamento tassativo», nonché l'obbligo per ospedali e cliniche di passare entro breve tempo alla modalità pandemia.

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