Keystone
SVIZZERA
20.04.20 - 09:550

Coronavirus e mercato immobiliare, aumentano i rischi

L'incremento è dovuto all'orizzonte congiunturale molto fosco, con un previsto aumento della disoccupazione

ZURIGO - Le prospettive economiche estremamente negative fanno aumentare i rischi sul mercato immobiliare: lo dice l'indice RERI di MoneyPark, che nel primo trimestre si è attestato a 3,9 punti, 0,2 punti in più che nei tre mesi precedenti e valore più alto dall'inizio della sua misurazione, nel 2014.

La progressione riflette la necessità di un'attenta osservazione del settore, ma non costituisce un segnale di panico, commentano gli analisti di MoneyPark - società attiva nella consulenza e intermediazione ipotecaria - in un comunicato diffuso oggi.

Il Real Estate Risk Index (RERI) illustra una situazione di rischio medio con una tendenza al rialzo. L'incremento è dovuto all'orizzonte congiunturale molto fosco, con un previsto aumento della disoccupazione. Fino a quando però non vi saranno masse di senza lavoro gli indicatori economici al ribasso potrebbero peraltro anche fungere da calmiere, scongiurando prezzi eccessivi e rendendo quindi più sano il mercato, osservano gli specialisti di MoneyPark.

Nel primo trimestre del 2020 la crisi del coronavirus ha avuto uno scarso impatto negativo sulle transazioni: le operazioni previste sono state in gran parte completate e i prezzi degli immobili ad uso abitativo occupati dai proprietari sono diminuiti solo dello 0,43%. Nelle prime settimane di aprile è tuttavia apparso in modo evidente che i potenziali acquirenti attendono nell'acquistare casa: sia i venditori che i compratori sono alla ricerca di un maggior grado di sicurezza nella pianificazione.

Secondo MoneyPark fintanto che rimarranno incerte sia le previsioni sulla durata della crisi che la gravità della recessione, le transazioni sul mercato immobiliare saranno limitate. In seguito però si svilupperà una nuova dinamica. Sul fronte ipotecario, la società osserva grandi differenze tra gli offerenti più economici e quelli più costosi: nel corso della crisi del coronavirus le banche già precedentemente più care hanno aumentato i loro tassi d'interesse in modo più marcato rispetto alle compagnie di assicurazione, alle casse pensioni e alle fondazioni d'investimento.

Il RERI si compone di sei sottoindici, che considerano sia fattori macroeconomici come il tasso di disoccupazione e l'indice dei direttori agli acquisti, sia dati specifici sulla concessione dei crediti e sul mercato dei tassi.

L'indicatore va da 1 a 6: più alto è il numero, maggiore è il rischio sul mercato. Questo rischio può riferirsi sia ad una caduta dei prezzi, per esempio a causa di un calo della domanda, sia a un surriscaldamento del mercato, quale potrebbe essere un forte sganciamento dei prezzi immobiliari dal livello generale dei prezzi. L'indice viene calcolato dal primo trimestre 2014.

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