Keystone
SVIZZERA
06.09.19 - 08:560
Aggiornamento : 09:40

«La BNS non abbasserà ulteriormente il tasso di riferimento»

Gli economisti di Credit Suisse ne sono certi e hanno deciso di smarcarsi dall'orientamento che sta prendendo piede sui mercati

ZURIGO - La Banca nazionale svizzera (BNS) non abbasserà ulteriormente il suo tasso di riferimento, oggi già negativo: ne sono convinti gli economisti di Credit Suisse (CS), che si smarcano in tal modo dall'orientamento che sta prendendo piede sui mercati finanziari.

«Continuiamo a ritenere che la BNS lascerà immutato il tasso al -0,75%», si legge nell'ultimo bollettino della grande banca destinato agli investitori. «A nostro avviso rendere il tasso ancora più negativo sarebbe un passo rischioso, tanto più che per l'economia, secondo la nostra valutazione, si prevede un'espansione prossima al suo potenziale, mentre il rincaro è positivo da due anni e mezzo e la disoccupazione è scesa al 2,3%».

Gli stessi specialisti di CS ammettono però che si è di fronte a una "knappe Angelegenheit", la BNS si trova cioè sul filo del rasoio: l'istituto di Thomas Jordan sarebbe sottoposto a notevoli pressioni se la Banca centrale europea (Bce), nella sua riunione del 12 settembre, superasse le attuali aspettative di un allentamento monetario.

Secondo le previsioni di CS la Bce abbasserà il suo tasso direttore di 10 punti base e avvierà un programma mensile di acquisto di obbligazioni per 30 miliardi di euro. «In questo scenario riteniamo che la Banca nazionale non reagirà alla pressione all'apprezzamento del franco abbassando i tassi di interesse, bensì intervenendo sui mercati valutari».

La BNS ha in agenda il suo esame trimestrale della situazione economica e monetaria il 19 settembre. I mercati si aspettano però per il 70% un taglio del tasso di 25 punti base, analizzano gli esperti di CS sulla base dell'andamento del libor a tre mesi.

«Fondamentalmente siamo scettici riguardo al fatto che le riduzioni dei tassi di riferimento da parte della BNS possano effettivamente comportare una svalutazione del franco», puntualizzano gli economisti della seconda banca svizzera. «Le ultime tre riduzioni dei tassi d'interesse operate dalla Banca nazionale erano esplicitamente volte ad evitare un apprezzamento del franco, ma il loro effetto diretto sul tasso di cambio EUR/CHF è stato debole in tutti e tre i casi».

Giù le riserve di divise - Le riserve di divise detenute dalla Banca nazionale svizzera (BNS) sono diminuite in agosto, scendendo di 0,8 miliardi e attestandosi alla fine del mese a 767,1 miliardi, contro il dato di luglio di 767,9 miliardi. L'insieme delle riserve (oro escluso) è passato da 773,7 a 772,9 miliardi di franchi, ha indicato oggi l'istituto sul suo sito internet. Le riserve di divise si sono quindi contratte, mentre erano aumentate in luglio (+8,1 miliardi) ed erano rimaste perfettamente stabili in giugno. Anche i mesi precedenti (maggio -12,0; aprile +15,3 e marzo +17,0) non avevano offerto un quadro univoco. Dai dati non si può capire se la BNS sia intervenuta sul mercato per indebolire il franco e, se lo ha fatto, in quale misura. Spesso la ragione principale degli scarti è infatti da identificare negli sviluppi dei corsi delle divise. A fine agosto l'euro era scambiato a 1,0914, contro il cambio di 1,1040 di un mese prima. Per inquadrare il dato sulle riserve della BNS può anche essere utile tracciare un confronto con il prodotto interno lordo (Pil) dell'intero paese: nel 2018 questo si è attestato a 690 miliardi di franchi.

Commenti
 
GI 1 mese fa su tio
più che "abbassare" (visto che è negativo) ....non lo incrementerà...
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