Keystone
SVIZZERA
04.09.19 - 12:150

Turismo: Svizzera competitiva, ma il settore rischia una crisi mondiale

Lo sostiene il WEF. Alcune destinazioni internazionali sono già sovraffollate. Confederazione bene, ma non sui prezzi

GINEVRA - Il settore del turismo sta conoscendo una crescita folgorante che espone numerosi Paesi a pressioni al limite del sopportabile. Lo dice un'indagine del Forum economico mondiale (WEF), secondo cui la Svizzera è decima in termini di competitività, posizione immutata rispetto a due anni or sono.

Nel suo rapporto biennale sulla competitività del settore del turismo e del viaggio (TTCR, The Travel & Tourism Competitiveness Report 2019), pubblicato oggi a Città del Capo (Sudafrica), la fondazione ginevrina stila una classifica dei 140 Paesi che rappresentano il 98% del valore aggiunto generato dal turismo. Oltre alle informazioni per i singoli Stati, traccia un bilancio complessivo del settore.

Il ramo turistico, di cui il TTCR scruta gli arcani da oltre un decennio, fa segnare una «crescita sostenuta» quasi ovunque. Il rapporto mette in guardia dall'avvicinarsi di una «svolta»: fattori come la riduzione dei prezzi e la diminuzione degli ostacoli ai viaggi «fanno aumentare la domanda a livelli insostenibili».

La crisi potrebbe giungere prima di quanto previsto, scrivono gli esperti del WEF, che fanno notare come «gli oltre 1,4 miliardi di arrivi di turisti internazionali nel 2018» siano superiori alle previsioni.

La pressione non è solo imminente, ma già palese in perle turistiche mondiali. Il WEF fa gli esempi del museo Louvre a Parigi (dove il personale ha manifestato contro la sovrappopolazione di visitatori), delle autorità di Venezia (con i loro piani per allontanare le navi da crociera) o degli abitanti di alcune città spagnole (che hanno violentemente manifestato il loro malcontento per l'invasione di festaioli). Il rapporto denuncia le «politiche locali insufficienti» e le carenze infrastrutturali. Il problema fa ormai capolino anche «nei mercati del viaggio emergenti»: la Thailandia, ad esempio, ha dovuto recentemente chiudere la frequentatissima insenatura Maya Bay in seguito a un grave degrado ambientale.

La «pressione» dei vacanzieri rischia di essere particolarmente sensibile nelle dieci economie più competitive del settore, che da sole rappresentano più di un terzo degli arrivi internazionali.

Svizzera prima per sostenibilità ambientale. Ultima per competitività dei prezzi - E la Svizzera è all'ultimo posto di questa top ten, come nell'indagine del 2017. Ottiene un 5 come nota globale (che va da un minimo di 1 a un massimo di 7). Il dato nasconde una grande variabilità della Confederazione in termini di competitività turistica a seconda dei macrocriteri considerati: per il WEF la Svizzera è ad esempio al primo posto in termini di «sostenibilità ambientale», ma è quartultima (137esima, scendendo di un rango) alla voce «competitività dei prezzi».

Al primo posto della graduatoria si trova la Spagna (con una nota di 5,4), davanti alla Francia e alla Germania. Seguono Giappone, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Italia e Canada (nota di 5,1). Tra i primi dieci solo la Gran Bretagna perde una posizione (a favore degli Usa). Per gli esperti il fenomeno si spiega con una crescita della competitività statunitense e con, tra l'altro, un peggioramento del clima commerciale britannico a causa della Brexit. Il Pil statunitense legato al turismo rappresenta il 20% di quello mondiale del settore.

La Cina guadagna due posizioni e sale al 13esimo rango. L'Asia-Pacifico, grazie in particolare proprio al "Regno di Mezzo", è una delle regioni turistiche che crescono più significativamente ed è la "maggiore fonte mondiale di spese turistiche in uscita".
 
 

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