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SVIZZERA
06.07.18 - 12:560
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:04

In Ticino la maggiore offerta di alloggi in affitto

A sud delle Alpi è intervenuto perché il parco immobiliare è cresciuto di 2,2 punti percentuali in più rispetto all'aumento dei nuclei familiari

BERNA - Nel 2017, la diminuzione dell'immigrazione è sfociata su un certo rilassamento del mercato degli affitti. Lo indica oggi uno studio commissionato dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Secondo questo documento, tuttavia, la situazione è rimasta tesa circa gli alloggi in proprietà, mercato influenzato soprattutto dai residenti. Il Ticino presenta la maggiore offerta di alloggi in affitto.

Nel periodo in rassegna questo sviluppo a sud delle Alpi è intervenuto perché il parco immobiliare è cresciuto di 2,2 punti percentuali in più rispetto all'aumento dei nuclei familiari. Questi ultimi sono aumentati dell'1,1 per cento all'anno, il che corrisponde quasi alla media svizzera. Di conseguenza l'aumento dei prezzi negli ultimi cinque anni (+3,3 %) è stato il secondo più basso di tutte le regioni svizzere.

A livello nazionale, indica una nota dell'UFAB, per quanto riguarda sia la locazione sia la proprietà, il mercato degli alloggi continua a presentarsi sostanzialmente equilibrato in tutte le regioni, seppur con una lieve tendenza alla contrazione.

Come già negli anni precedenti, la crescita dell'offerta ha superato l'aumento dei nuclei familiari. La tendenza tuttora marcata a costruire soprattutto alloggi da locazione e gli sviluppi dell'immigrazione e dell'emigrazione hanno però fatto aumentare anche gli squilibri.

Una caratteristica importante del 2017 è stata il rallentamento della crescita dei nuclei familiari, che con un valore dello 0,7% si è dimezzata rispetto all'anno precedente. Mentre l'aumento dei nuclei familiari svizzeri è rimasto costante (+0,6 %), quello delle famiglie straniere è passato dal 2,5 all'1,1 per cento.

L'affievolimento dell'immigrazione comporta un rilassamento del mercato degli affitti, ma non di quello della proprietà, influenzato principalmente dall'evoluzione della domanda svizzera. Dietro l'equilibrio complessivo si nascondono tre squilibri: per regione, tipologia di fruizione (affitto/proprietà) e segmento di prezzo.

A livello regionale l'offerta è abbondante in Ticino, nella Svizzera orientale e nella Svizzera nord-occidentale. La situazione rimane invece tesa nella Svizzera centrale, nella regione di Zurigo (nonostante un lieve rilassamento) e, di nuovo, nell'Altopiano.

Negli ultimi anni le attività edilizie si sono spostate verso gli alloggi da locazione, tendenza che non ha tardato a farsi percepire: poiché la domanda di abitazioni di proprietà è rimasta alta (grazie ai tassi d'interesse molto bassi) e l'immigrazione è calata sensibilmente, la forbice tra mercato degli affitti e mercato della proprietà si è aperta in modo marcato. Mentre sul primo si osserva nel suo complesso un leggero surplus dell'offerta, sul secondo c'è una forte eccedenza della domanda.

Nell'ambito dello studio in questione risulta che fino al 2015 si è registrata scarsità dell'offerta sul mercato degli affitti. Ora, invece, possiamo affermare che negli ultimi due anni gli effetti dell'attività edilizia si notano soprattutto nel segmento alto, dove nel 2017 si è registrata una forte eccedenza dell'offerta.

Per quanto riguarda il mercato della proprietà è lecito supporre che una parte degli inquilini preferirebbe essere proprietaria di un'abitazione. Il tendenziale aumento della quota di inquilini dal 2012 a questa parte è probabilmente riconducibile alla situazione di scarsità sul mercato della proprietà.

Un effetto positivo di questo sviluppo è che la situazione sul mercato degli affitti si sta ora rilassando anche nel segmento di prezzo medio-basso, anche se nell'estremo inferiore la domanda supera tuttora l'offerta. Il mercato della proprietà risulta invece prosciugato in tutti i segmenti di prezzo.

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