SVIZZERA
05.03.18 - 11:340
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:04

Noi, obbligati a lavorare a tempo parziale

Riduzione dell'orario invece del licenziamento: la prassi sta diventando sempre più frequente in Svizzera. Interessate soprattutto le donne

tempo ridotto

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Invece di licenziare, imporre riduzione del tempo di lavoro: è un approccio che si sta facendo sempre più strada in Svizzera.

«In linea di principio, un mercato del lavoro flessibile è vantaggioso», afferma la Segreteria di Stato dell'economia (Seco). Una riduzione del carico di lavoro può ad esempio contribuire a evitare licenziamenti. I dipendenti possono conciliare meglio la vita professionale e familiare. E la flessibilità delle loro imprese aumenta.

Stando alle cifre dell'Ufficio federale di statistica (Ust) oltre un terzo degli occupati, il 37%, lavora attualmente per meno del 90% e quindi a tempo parziale. Il fenomeno è marcatamente femminile: quasi il 59% dei lavoratori a tempo parziale è donna. A tempo pieno sono invece impiegati l'83% degli uomini contro il 41% delle donne.

Nella maggior parte dei casi il desiderio di una riduzione dell'orario arriva dal dipendente. Interventi di questo tipo sono per contro più problematici quando avvengono per motivi economici: secondo il sindacato Unia, essi sono utilizzati per compensare le fluttuazioni dell'attività, soprattutto in settori con una percentuale tradizionalmente elevata di impiego femminile, come quelli delle istituzioni sociali o dell'assistenza ai rifugiati.

Secondo i dati dell'Ust l'anno scorso in Svizzera 256'000 donne erano sottoccupate, ovvero erano disponibili in breve tempo ad allungare il tempo di lavoro. Il tasso di sottoccupazione per le donne è dell'11,3%, 4 punti percentuali in più rispetto all'insieme della forza lavoro. E dal 2010 il dato non fa che aumentare.

La Svizzera sembra rispecchiare realtà che sono simili anche altrove: poco tempo fa l'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ha criticato il fatto che nei paesi industrializzati stia aumentando il tempo parziale forzato.

Si potrebbe pensare che sussista un potenziale sprecato, in un quadro generale in cui si parla di penuria di lavoratori qualificati, di invecchiamento della popolazione e di elevato livello di istruzione delle donne. Secondo l'Unione svizzera degli imprenditori (Upi) in effetti a causa dell'invecchiamento della società in futuro ogni anno lasceranno il mondo di lavoro 50'000 persone in più rispetto a quelle che vi entreranno.

Ciò aumenterà per le aziende la pressione a posizionarsi come "datore di lavoro attraente": questo include l'offerta di interessanti posti di lavoro part-time, con potenziale di sviluppo a vari livelli. Secondo l'Upi «è comunque nella natura delle cose che un lavoratore a tempo parziale ha meno opportunità di un collega a tempo pieno di mostrare le sue capacità e di fare carriera».

Un discorso a parte è costituito dalle riduzioni imposte: secondo il sindacato Unia queste colpiscono duramente il lavoratore e possono avere senso solo se in tal modo si possono evitare licenziamenti. Il fatto che un taglio del tempo di lavoro possa essere tollerato dipende dalla situazione personale.

Negli anni' 90 la Posta aveva cercato di ridistribuire il lavoro in modo più mirato. All'epoca era stato introdotto un modello di solidarietà nell'ambito del quale i lavoratori potevano volontariamente e per un periodo di tempo limitato ridurre il livello di occupazione. La contrazione in busta paga veniva sopportata per un terzo dalla Posta e per i rimanenti due terzi dal dipendente. Il progetto non era però stato portato avanti e non è più stato applicato nelle successive riorganizzazioni.

Secondo il sindacato Unia non vi sono attualmente approcci comparabili, sebbene sarebbero auspicabili. Potrebbero funzionare comunque solo nell'ambito di occupazioni con un livello salariale relativamente elevato, ha spiegato all'ats Beat Baumann, economista presso il sindacato.

Attualmente la Posta Svizzera e Swisscom stanno riducendo sensibilmente l'organico. In entrambi i casi una riduzione del tempo di lavoro non è in primo piano, è solo una delle possibili soluzioni. Al momento sono occupati a meno del 90% il 44% dei dipendenti della Posta e il 20% di quelli di Swisscom.

Va inoltre ricordato che il tempo parziale ha conseguenze non solo in busta paga e per le opportunità di carriera e di aggiornamento professionale, bensì anche sulle prestazione dell'Avs e del secondo pilastro. Anche in caso di perdita di lavoro il tempo parziale è svantaggiato, perché le indennità costituiscono il 70% o l'80% dello stipendio calcolato sugli ultimi 6 mesi di impiego.

Commenti
 
87 1 anno fa su tio
Il lavoro a tempo parziale non è male, se riesci a mantenerlo con almeno due datori di lavoro.¶ In questo modo il datore di lavoro sfrutta solo il meglio delle tue reali potenzialità e non ti incarica con lavori monotoni.¶ Se invece hai un solo lavoro a tempo parziale, la fregatura sussite quando per un motivo o l'altro questo posto di lavoro salta.¶ Ti iscrivi alla disoccupazione, ti dicono che ti daranno il 70% della media salariale degli ultimi 6 o 12 mesi (quello che più e a tuo vantaggio), ma se già guadagnavi poco prima, adesso ne guadagni ancora meno.¶ Inoltre la disoccupazione non paga se ti iscrivi al 100%, ma continui a lavorare a tempo parziale come guadagno intermedio.¶¶ Esempio di calcolo: lavori al 50% da più di 12 mesi, guadagni 2'000.- fr/mese.¶ Ti iscrivi in disoccupazione al 100% (nella speranza che ti aiutino a trovare un altro 50% o un 100% sostitutivo), ti pagherebbero al massimo l'80% di 2'000.-, quindi 1'600.- fr/mese, questo perchè ti pagano in proporzione alla percentuale di lavoro con cui ti sei iscritto e ai tuoi obblighi di famiglia. (e se ti iscrivevi al 40%, invece di 1'600.- fr, te ne spetterebbero solo 640.-).¶ Orbene, se mantieni il lavoro a tempo parziale e diventa il tuo guadagno intermedio, all'indennità di 1'600.- fr si deduce il guadagno intermedio qui sopra, e risultato nelle tue tasche -400.- fr (meno quattrocento franchi), quindi saresti tu che dovresti pagare la disoccupazione, o più semplicemente la cassa non paga.¶¶ Cosa fare? O continui così, o vai in assistenza per compensare la differenza tra il vivere e le indennità disoccupazione, o ti fai licenziare e fai come al punto precedente.¶ Personalmente non ho mai saputo di lavoro trovato realmente dagli URC del Ticino, capaci solo di creare "inutili" corsi a cui bisogna partecipare obbligatoriamente.¶ Non dico che l'assicurato non abbia obblighi e non debba impegnarsi, ma anche l'URC potrebbe fare qualcosa di concreto verso gli assicurati.¶¶ [I calcoli che ho presentato sono solo a scopo indicativo, ma si avvicinano alla realtà. I conti effettivi sono quelli che svolge la cassa disoccupazione a cui ti iscrivi al momento della tua iscrizione all'URC]
Giorgio Buzzini 1 anno fa su fb
balle !!! lavorare il doppio con il salario dimezzato ???
Laura Bernasconi 1 anno fa su fb
Non c é nesdun tipo di protezione del lavoratore, manca anche il reato di mobbing........
Vesna Setek 1 anno fa su fb
Purtroppo esiste da anni tempo parziale. Io faccio da 15 anni e ho chiesto tantissime volte di aumentare ma niente da fare perché assumono piuttosto personale a ore e tempo parziale. Poi voglio aggiungere non assumono più a 100% ,difficilmente! Questo comporta un grande dispiacere quando si va in AVS - pensionamento! ??
Gianna Mainetti 1 anno fa su fb
Parziale ...deve essere una scelta ..io vivo sola ..parziale inposto ...sono 3 anni ..lo stipendio x pagamenti ..e ..sei al verde e prega che non ti capita inprevisti
Cris Felina 1 anno fa su fb
Scusa ma avresti diritto a recepire la disoccupazione x l'altro 50, scusami ma le leggi le conosco..certo non è il massimo ma io ho lavorato per quasi un anno nell'ambito dell'aiuto domiciliare e al 70% ero e x il rimanente ero al beneficio della disoccupazione... e avevo già passato i 40 e poi quando ka salute è venuta meno un bel "calcio in culo" e non potevo lavorare di meno... anche io ho sempre vissuto da sola e ho un gatto da quasi 15 anni che è stato anche malato in passato e di recente.., ma quando finiscono i soldi e non si ricevono da altre parti sotto forma di eredità o altro, c'è pure l'assistenza...o dobbiamo sempre lasciarla chiedere agli altri, a chi nemmeno è svizzero?? Se uno ha bisogno chiede, inutile fare gli eroici non serve a nulla oggigiorno!
Gianna Mainetti 1 anno fa su fb
Io semre vissuta sola ..sempre al 100..e andavo bene ...poi 80 ...'-500 che mi servivano x vivere ..non ho'diritto a nulla
Gianna Mainetti 1 anno fa su fb
Ho'56 .e sono vecchia x cercare ...me stato detto cosi' ..
Ticinonline 1 anno fa su fb
Ciao Gianna, ti andrebbe di raccontarci qualcosa di più della tua storia? Puoi scriverci un messaggio privato.
Cris Felina 1 anno fa su fb
Anche io quasi 56, classe 62 e ci ho rinunciato perchè inizialmente ho avuto i miei risparmi e poi mi aiutavano i miei o x eredità o altro e di recente il mio compagno anche se sta all'estero per ora.. facevo anche lavoretti a domicilio di stiro o altro ma poi ci ho rinunciato perchè ho problemi di artrosi e quanto prima vedrò se posso fare istanza x una rendita anche minima dell'AI... È cmq tutto difficile, nessuno ti da una mano e poi ci si chiede perché uno si arrende! Buona fortuna Gianna Mainetti
Naomi Benedetti Zuppa 1 anno fa su fb
Meglio che essere licenziati...secondo me non è cattiva l idea...!
Giorgio Hürzeler 1 anno fa su fb
Aspetta.. Buona parte di impiegate sono obbligate a farlo perché il datore vuole così, senza un/a moroso/a o marito/moglie che lavora al 100, puoi pure dire addio alla vita 'normale' e finisci nel precariato.. Non male come idea, davvero...
Giorgio Hürzeler 1 anno fa su fb
Vedi commento di Gianna Mainetti
Andrea Weber 1 anno fa su fb
Succede perché in Ticino e Svizzera i lavoratori non sono protetti.
Zia Cin 1 anno fa su fb
Dipende a quanto ammonta lo stipendio al 100%?, se entra un altro stipendio in casa. Comunque lavorare a tempo parziale dovrebbe essere una scelta non un obbligo.
Cris Felina 1 anno fa su fb
Scusate ma piuttosto che perdere il lavoro non è MEGLIO??!! Capisco che si guadagna di meno ma x fare COSA x andare in pensione mezzi morti e magari si muore poco dopo??!! SVEGLIA, la Vita è una SOLA...io avrei fatto la FIRMA a lavorare al 50% dopo quasi 30 anni di lavoro a tempo pieno!! Si risparmia se si vuole anche con poco (io è 18 anni che pago l'affitto è da circa 15 con entrate minime e non sempre ci sono state...ma non spendevo mai tutto!!) E IL RIPOSO, GLI HOBBY DOVE LI METTIAMO SE HAI PURE LE FACCENDE DOMESTICHE SUL "GOBBO" IL SABATO E DOMENICA ETC ETC...??!! Purtroppo già dopo i 45 (ora ne ho quasi 56 fra poco più di una settimana) NON HO PIÙ TROVATO NULLA. NEANCHE TRAMITE IPT.. L'ASSISTENZA SPRECA SOLDI INUTILI INVECE DI FAR TROVARE LAVORO... POTREI FABBRI SCRIVERE UN'ENCICLOPEDIA NON SOLO UN LIBRO DEL CALVARIO PASSATO TRA VARI LICENZIAMENTI E PROBLEMI DI SALUTE FINO ALLA RINUNCIA PERSONALE DOPO AVER BUSSATO A TROPPE PORTE E I POLITICI FANNO SOLO SCHIFO QUANDO CHIEDI SOLO UN'AIUTO...IL CV NJN ERA PROPRIO DÀ BUTTARE!!!
Zia Cin 1 anno fa su fb
Proprio perchè si fanno forti con il "piuttosto che niente va bene anche così". Direi che debba essere una scelta non un obbligo.
Cris Felina 1 anno fa su fb
Io invece direi che al giorno d'oggi per poter LAVORARE TUTTI bisogna LAVORARE MENO (siamo gli unici in Svizzera ad ostinarci a capire che il mondo è cambiato) o sennò come in altri Stati fai due lavori al 50% o sennò emigri... non si può pretendere TUTTO "su misura"... oggigiorno c'è POCO da scegliere... è la realtà; però o ci si convive o si rinuncia e se si ha l'età ci si mette in proprio! Io avevo già una certa età ma a 40 anni l'avrei ancora fatto! È che alle nostre latitudini troppe persone sono solo capaci a lamentarsi x nulla (dite pure quello che volete ma ne ho sapute troppe di cose).
Luciano Danti 1 anno fa su fb
E là banche fanno utili da capogiro. Ma cosa non funziona?
Caterina Palleria Mastria 1 anno fa su fb
Già
Antonella Urso 1 anno fa su fb
Triste realtà
Barbara Paganetti 1 anno fa su fb
Magari marito prenderebbe di più , le donne occuparsi più di figli , diminuirebbe disoccupazione e criminalità !!!??‍♀️
Eleonora Gambola 1 anno fa su fb
Eh?
Gisand Pinheiro 1 anno fa su fb
Purtroppo è una brutta realtà ...
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