SVIZZERA/FRANCIA
03.10.14 - 12:030
Aggiornamento : 23.11.14 - 16:43

UBS rischia una multa di oltre 6 miliardi

La giustizia francese accusa la grande banca svizzera di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale e di reclutamento illecito di clienti in Francia

PARIGI - UBS rischia una maximulta di circa 5 miliardi di euro, ossia oltre 6 miliardi di franchi, nella vertenza con la giustizia francese che accusa la grande banca svizzera di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale e di reclutamento illecito di clienti in Francia. È quanto scrive oggi il quotidiano romando "Le Temps" sulla base di un documento giudiziario francese.

Il giornale afferma di aver potuto consultare l'ordinanza dei giudici istruttori che il 23 luglio scorso hanno imposto a UBS una cauzione di 1,1 miliardi di euro (1,33 miliardi di franchi) da versare entro il 30 settembre. La banca ha confermato nei giorni scorsi di averla pagata, pur aggiungendo di voler ricorrere in cassazione.

La cauzione era stata confermata il 22 settembre dalla Corte di appello di Parigi. "Le Temps" scrive di aver ottenuto conferma da fonte giudiziaria francese che il ricorso alla Corte di cassazione è stato nel frattempo inoltrato. Esso non ha tuttavia un effetto sospensivo.

Stralci dell'ordinanza in cui i giudici istruttori parigini Guillaume Daïeff et Serge Tournaire "indicano, nero su bianco, l'ammontare della multa" prospettata a UBS - scrive ancora "Le Temps" - sono stati pubblicati in Francia dal sito web d'informazione Mediapart. Già in un articolo datato 23 settembre il sito parlava di una cifra "vicina ai 5 miliardi" di euro.

L'istituto elvetico, secondo fonti giudiziarie citate dai media, è accusato di aver consentito per diversi anni - dal 2004 al 2012 - ad alcuni suoi agenti commerciali di recarsi dai più facoltosi clienti in Francia, in violazione della legge, per proporre loro meccanismi con cui occultare parte dei loro depositi oltre frontiera. Per nascondere le transazioni sarebbe stata messa in campo anche una doppia contabilità.

Le indagini contro UBS erano partite all'inizio del 2012. Nel giugno 2013 contro la banca è stato aperto un procedimento formale di incriminazione ("mise en examen") per "vendita porta a porta ("démarchage") bancaria o finanziaria illecita". Allora la cauzione fissata era stata però molto inferiore, di 2,875 milioni di euro. Lo scorso 23 luglio è seguita anche la "mise en examen" per "riciclaggio aggravato (del provento) di frode fiscale", con l'aumento della cauzione a 1,1 miliardi di euro, corrispondente "al 42,6% dell'ultimo anno di utili dopo imposte" e "al 2,8% dei fondi propri di UBS".

La banca ha sempre contestato gli illeciti, ha denunciato un procedimento giudiziario "altamente politicizzato" e ha chiesto di essere trattata "in conformità con la giurisprudenza vigente e sulla base degli elementi fattuali che figurano nel dossier". Se la Cassazione francese non le verrà incontro, ha fatto sapere che intende portare il caso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

ats

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