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06.09.21 - 08:260

Aggressione nella ex moschea An'Nur, al via il processo d'appello

Saranno cinque i giorni di udienza. La sentenza è attesa per ottobre

WINTERTHUR - Nove persone vengono giudicate a partire da oggi in appello per un'aggressione avvenuta cinque anni fa all'interno della ex moschea An'Nur a Winterthur (ZH). Il Tribunale cantonale ha in programma cinque giorni di udienze e le sentenze sono previste in ottobre.

Al processo di secondo grado si è arrivati in seguito al ricorso della procuratrice competente, che ha ritenuto troppo miti le condanne emesse nell'ottobre 2018 dal Tribunale distrettuale di Winterthur.

Moschea chiusa nel 2017

Gli imputati sono otto giovani che al momento dei fatti avevano fra 17 e i 24 anni d'età, un 54enne libico che fungeva da imam principale e il 49enne presidente dell'associazione che gestiva la moschea, per anni considerata un luogo di radicalizzazione islamica e chiusa definitivamente nel giugno 2017.

Il processo si era concluso con otto condanne e due assoluzioni. La procuratrice Susanne Steinhauser ha fatto appello nei nove casi di sua competenza. Il caso che riguarda il 17enne è invece stato affidato al giudice dei minorenni.

Un controverso sermone finito sui giornali

I fatti risalgono al 22 novembre del 2016, quando due frequentatori della controversa moschea vennero picchiati e minacciati perché considerati "traditori". Gli aggressori erano convinti che i due avessero trasmesso a un giornalista il testo di un controverso sermone tenuto un mese prima da un 25enne imam etiope.

Per l'esortazione ad "evitare, calunniare" e persino ad uccidere i musulmani che non pregano in comunità, il giovane imam è stato a sua volta condannato a 18 mesi di detenzione con la condizionale e a 10 anni di espulsione dalla Svizzera.

Condanne con la condizionale

In relazione all'aggressione, i sette giovani frequentatori della moschea sono stati condannati in prima istanza a pene detentive con la condizionale fra i 6 e i 18 mesi e in alcuni casi a pene pecuniarie, pure sospese, per una serie di accuse che comprendono sequestro di persona, lesioni personali, coazione e minacce.

Per due imputati - un giovane afgano e un macedone - la corte ha inoltre ordinato l'espulsione dalla Svizzera per un periodo di sette anni.

La pubblica accusa chiedeva fino a tre anni

L'imam oggi 59enne, che prese parte all'aggressione quando questa era già iniziata, è stato riconosciuto colpevole soltanto di sequestro di persona e condannato ad una pena pecuniaria con la condizionale di 180 aliquote. L'ex presidente della moschea An'Nur è invece stato assolto «per non aver preso parte all'aggressione» e uno degli otto giovani «per mancanza di prove».

Le condanne sono risultate complessivamente inferiori alle richieste della pubblica accusa, che al dibattimento aveva chiesto pene fino a tre anni di prigione in parte sospese.
 
 

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