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il 32enne AS (arrestato dalle autorità kosovare)
SVIZZERA/KOSOVO
24.08.21 - 17:020
Aggiornamento : 19:37

Omicidio in Kosovo, due giorni di abusi in un appartamento

Questa l'accusa nei confronti del 32enne AS e del 29enne DK.

Il primo, si viene a sapere intanto, lavorava nel Lucernese. Arrestato anche il secondo, che dopo i fatti aveva tentato la fuga.

ZURIGO/PRISTINA - Viveva nel Lucernese e lavorava in un'impresa edile. I suoi vicini lo descrivono come una persona poco appariscente. Non lo vedevano da mesi. Il centro dei suoi interessi familiari e sociali era in Svezia. Questo il profilo del 32enne AS*, fermato in Kosovo con l'accusa di aver ucciso la 18enne MO. Lo stesso descritto dai colleghi di lavoro: calmo, una persona che non attirava l'attenzione. Secondo diverse fonti, il 32enne non aveva un passaporto svizzero, come conferma il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Oggi sarà interrogato dalle autorità kosovari. Stando ai media locali, l'uomo è accusano di aver abusato (assieme al collega DK*) per due giorni della diciottenne, prima di consegnarla esanime davanti a un ospedale.

L'atto sarebbe stato consumato in uno stabile residenziale a nord di Ferizaj. Entrambi gli uomini hanno precedenti penali, tra questi il tentato omicidio.

Il 32enne e il suo collega hanno portato il corpo della ragazza davanti all'ospedale di Ferizaj domenica pomeriggio. Poi sono spariti in un'Audi con targa svizzera. AS è stato arrestato durante la caccia all'uomo scattata a livello nazionale. DK ha tentato la fuga nel sud del Kosovo, ma dopo due giorni di latitanza è stato rintracciato e consegnato a sua volta alla giustizia. 

Come il suo presunto complice, anche DK ha un legame con la Svizzera: suo fratello maggiore KK* (35) vive nella Svizzera romanda.

Lo sfogo sui social - KK ha affidato ai social il suo sfogo: «Non ha ascoltato nessuno. Per tutta la vita, ha causato problemi e offuscato il nome della famiglia». Quindi si è congratulato con la polizia per l'arresto del fratello: «Spero che ottenga la giusta punizione». Infine, KK ha espresso profondo cordoglio per la famiglia della vittima: «Che Dio vi dia forza e coraggio».
 

* Nomi noti alla redazione

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