polizia basilea
BASILEA CITTA'
20.07.21 - 22:420

«Chi guida così accetta di fare un mortale»

Chiesta l'espulsione di un kosovaro di 29 anni.

L'uomo è autore di un grave incidente stradale che ha messo in pericolo la vita del suo passeggero.

BASILEA - Nemmeno la Procura voleva espellere il 29enne kosovaro. Lo ha accusato di aver messo in pericolo la vita altrui a causa del grave incidente provocato nel settembre 2018, ma l'imprenditore - ha una concessionaria di auto - è stato considerato ben integrato, vivendo in Svizzera da quando ha tre anni.

Il tribunale penale di Basilea ha visto la situazione in modo diverso e, lunedì, ne ha ordinata l'espulsione dalla Svizzera per cinque anni.

«Non è stato facile per noi, ma applichiamo la legge», ha detto il presidente del tribunale. Per lui e per i suoi due colleghi chinatisi sul caso, non c'è dubbio che l'imputato abbia guidato l'auto coinvolta nell'incidente. Hanno anche considerato la velocità raggiunta dalla Mercedes AMG da 460 CV in città: 108 chilometri all'ora. L'uomo perse il controllo del veicolo che a sua volta travolse tutto ciò che incontrava sulla sua strada.

Per stupire il passeggero - Durante l'interrogatorio non è stato possibile determinare esattamente il motivo per cui il 29enne abbia premuto sull'acceleratore ed effettuato la derapata (disattivando di proposito l'ESP, cioé il controllo della stabilità). Secondo il pubblico ministero lo ha fatto per impressionare il suo passeggero. I due si erano incontrati per un pranzo di lavoro.

Una motivazione, in ogni caso, ininfluente se messa in relazione al «grande rischio». Questo gli è valso un verdetto di colpevolezza per la messa in pericolo della vita altrui. «Chiunque guida in questo modo accetta di fare un mortale», ha sottolineato il giudice.

La condanna per grave violazione delle regole della circolazione a causa della «velocità decisamente eccessiva» e delle manovre pericolose è valsa quindi l'espulsione oltre alla condanna a 22 mesi di reclusione con la condizionale con un periodo di prova di quattro anni.

Il difensore dell'uomo vuole impugnare la sentenza. Nella sua istanza aveva chiesto la totale assoluzione sostenendo che non può essere dimostrato nemmeno l'eccesso di velocità.

La corte, però, si è affidata completamente alla relazione dell'ingegnere del traffico. La velocità è stata calcolata sulla base delle collisioni documentate. Nell'incidente l'uomo aveva travolto due lampioni, un cartello della fermata degli autobus, un bidone della spazzatura, un idrante e un profilo metallico.

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