Reuters
GINEVRA
16.06.21 - 19:170
Aggiornamento : 19:36

Putin: «Non prendo lezioni di diritti umani dagli USA»

Tra gli argomenti discussi durante il summit, l'incarcerazione di Navalny, le tensioni diplomatiche e la cyber-security.

Lo scambio, anche se incentrato su temi di discordia, è stato definito dal premier russo come «costruttivo».

GINEVRA - È stato un colloquio «fruttuoso e produttivo», a detta di Putin, quello avuto oggi con il presidente americano Joe Biden. Riguardo al suo interlocutore, Putin ha detto che Biden «è molto diverso dal presidente Trump», definendolo uno «statista esperto». Il leader russo ha spiegato che i due hanno parlato dettagliatamente per ore: una cosa, ha sottolineato, che non sarebbe possibile fare con la maggior parte dei politici. Tanti i temi toccati, tra cui i diritti umani, la detenzione dell'oppositore Alexei Navalny, i rispettivi ambasciatori e la sicurezza informatica. 

I diritti umani - Il leader russo ha chiarito di non voler prendere insegnamenti dagli Stati Uniti in materia di diritti umani: «Guardate le strade americane, lì è sempre possibile prendere una pallottola nella schiena dalla polizia. Guardate l'Afghanistan, dove i droni americani stanno bombardando i civili. E anche il carcere di Guantanamo è ancora aperto. Questo non è tutela dei diritti umani». Gli Stati Uniti, ha aggiunto, non hanno dunque il diritto di regolamentare i diritti umani in altri Paesi. Putin ha però spiegato di aver intavolato una discussione rispetto ai cittadini statunitensi detenuti in Russia, e di vedere all'orizzonte un possibile compromesso a tal proposito. 

Navalny - E riguardo all'attivista russo e maggiore oppositore di Putin Alexei Navalny, attualmente in detenzione in patria, Putin si è limitato a rispondere a un giornalista: «Il cittadino a cui si riferisce ha ignorato la legge e sapeva che sarebbe stato arrestato, ma è tornato in Russia». 

I diplomatici - Gli ambasciatori dei due Paesi torneranno inoltre ai rispettivi posti, ha spiegato Putin, uno a Mosca e uno a Washington. La Russia aveva richiamato in patria il suo ambasciatore nella capitale americana in segno di protesta dopo che il presidente Biden l'aveva definito pubblicamente «un assassino». Sull'onda delle crescenti tensioni anche l'ambasciatore statunitense nella capitale russa aveva lasciato il suo incarico. 

La sicurezza informatica - I due Paesi hanno deciso di iniziare delle consultazioni congiunte in merito alla cyber-security. Tuttavia, il presidente nega il coinvolgimento russo nell'attacco informatico all'oleodotto statunitense di poche settimane fa. «Le autorità russe non hanno nulla a che fare con questo». La maggior parte degli attacchi degli hacker provenivano, secondo lui, proprio dagli Stati Uniti.

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