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Cronaca
15.04.21 - 13:060

Rissa fra tifosi, la procura può usare i dati dei telefoni

Lo scorso maggio, la procura neocastellana aveva ordinato diverse perquisizioni domiciliari.

Due supporter ginevrini avevano però preteso che non si potesse accedere ai loro telefoni sequestrati.

LOSANNA - Il Ministero pubblico neocastellano potrà usare i dati contenuti nei cellulari di due presunti partecipanti a una rissa fra tifosi avvenuta il 25 gennaio 2020 alla stazione di Neuchâtel. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF) in merito alla vicenda che ha visto scontrarsi fan delle squadre di calcio del Servette e dell'Aarau. La bagarre aveva causato un'interruzione del traffico ferroviario di circa quindici minuti.

Lo scorso maggio, la procura neocastellana aveva ordinato diverse perquisizioni domiciliari. Due supporter ginevrini avevano però preteso che non si potesse accedere ai loro telefoni sequestrati. In seguito, avevano accettato l'estrazione di alcuni dati per il periodo dal 20 gennaio al 25 febbraio.

La procura aveva quindi chiesto che tale lasso di tempo venisse esteso, ma il giudice dei provvedimenti coercitivi si era opposto a ogni intrusione, malgrado l'accordo con i tifosi. A suo giudizio infatti, il principio di proporzionalità si contrapponeva al sequestro dei cellulari.

Coinvolto in un secondo momento, il TF ha fornito un parere diverso. In una sentenza pubblicata oggi, esso sottolinea come l'inchiesta in corso riguardi reati di una certa gravità, come danneggiamento, perturbamento del servizio ferroviario, sommossa e violazione del divieto di dissimulare il proprio viso. Inoltre, diverse persone sono state curate in pronto soccorso dopo le violenze di quel giorno.

Stando a Mon Repos è verosimile che accedere ai dati dei telefoni possa fare chiarezza sul ruolo dei ricorrenti e di tutti gli altri imputati. Questo anche perché succede spesso che negli ambienti degli hooligan ci si scambi i video inerenti risse e tafferugli vari.

La gravità dei fatti è sufficiente per giustificare perquisizioni e confische, indica la prima Corte di diritto pubblico del TF. È vero che uno dei due interessati contesta l'esistenza di indizi riguardanti la sua presenza a Neuchâtel, proseguono i giudici, ma questi è stato formalmente identificato dalla polizia del suo Cantone dalle immagini di videosorveglianza allo stadio della Maladière e in stazione.

I dati dei cellulari sono potenzialmente utili per le indagini, conclude il TF. Senza dimenticare che vi è un interesse pubblico a trovare gli autori delle violenze predominante su quello privato dei ricorrenti a mantenere intatta la propria privacy.

La decisione dell'istanza precedente viene pertanto annullata. Essa dovrà procedere alla cernita dei dati pertinenti e determinare il periodo entro il quale restare.

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