keystone-sda.ch (Francesca Agosta)
SVIZZERA
19.03.21 - 08:290
Aggiornamento : 13:03

«Riaprire ora è troppo presto, Berna segua i sanitari, non i lobbysti»

Le parole (dure) del presidente dei medici romandi: «Abbiamo già avuto una delle seconde ondate più violente al mondo»

LOSANNA - Le misure attuali devono restare in vigore ancora qualche settimana, fino all'accelerazione della campagna di vaccinazione prevista in aprile. Lo pensa Philippe Eggimann, il presidente dei medici romandi, che dalle colonne di "Le Temps" invita il governo a non ripetere gli errori dello scorso autunno.

Oggi è in agenda l'attesa conferenza stampa del Consiglio federale, nella quale verrà comunicato se da lunedì si procederà o meno con la prossima fase di riaperture e allentamenti dei provvedimenti anti-coronavirus.

Stando a Eggimann, intervistato sull'edizione odierna del giornale francofono, l'esecutivo «deve di nuovo decidere se seguire dati sanitari oggettivi o se governa sulla base di sondaggi e manovre dei lobbisti». Il medico ricorda che la valutazione sbagliata delle autorità in autunno ha provocato in Svizzera «una delle seconde ondate più violente al mondo».

Eggimann suggerisce dunque prudenza, in particolare riguardo all'apertura totale dei ristoranti, che definisce «pericolosa». Uno studio condotto in 3'000 contee americane ha mostrato che la ripresa di tali attività è stata seguita da un significativo aumento dei casi e dei decessi nel giro di due mesi, ha avvertito.

Interrogato sull'apparente paradosso fra incremento delle nuove infezioni e calo dei ricoveri, Eggimann ha ribadito come ci sia un intervallo di due settimane fra contagi e ospedalizzazioni. Ha inoltre aggiunto che i nosocomi non potranno aumentare il numero dei letti come fatto in precedenza perché il personale deve occuparsi anche di altri servizi.

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