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SOLETTA
17.01.21 - 22:060
Aggiornamento : 18.01.21 - 07:22

Due sorelline uccise, salva la terza

In un appartamento di Gerlafingen sono state trovate morte due sorelline. Arrestata la madre, principale indiziata

Lo scienziato forense Thomas Knecht ci spiega per quali motivi una madre arriva ad uccidere un bambino.

SOLETTA - La comunità di Gerlafingen, nel canton Soletta, è sotto shock. Sabato mattina la polizia ha rinvenuto in un’abitazione i corpi privi di vita di due ragazzine. La loro età non è nota ma stando alle informazioni dei media locali si tratterebbe di una bambina che frequentava la scuola materna, mentre l’altra andava alle elementari. Gli inquirenti hanno già fatto scattare le manette sulla madre, principale indiziata. La polizia solettese non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Si sa solo che le indagini portano a pensare che si tratti a tutti gli effetti di un crimine violento.   

Stando alle ultime informazioni, il nucleo familiare risulta composto da una terza ragazza, di pochi anni più grandi rispetto alle altre due. Non è chiaro se anche lei fosse all’interno dell’appartamento al momento dell’omicidio. Per Thomas Knecht, scienziato forense, l'esperienza vissuta rischia di innescare un trauma molto forte nella sorella maggiore. «Un evento così incredibile ha un effetto duraturo», ha dichiarato Knecht al portale 20 Minuten. «È molto importante che la ragazza sia trattata psicologicamente per poter far fronte a ciò che ha vissuto».

Problemi mentali? - Sebbene la polizia solettese consideri la madre il principale sospettato, vale tuttavia per lei la presunzione di innocenza. Ma cosa spinge una madre a uccidere i propri figli? «L’impulso deve essere stato evidentemente molto forte» - ha dichiarato lo scienziato - «perché la naturale inibizione ad ammazzare le persone è ancora più forte nei confronti dei parenti di sangue e soprattutto dei bambini».

Le cause di un simile gesto potrebbero essere più di una. «Ad esempio, può darsi che la madre si sia trovata in una situazione ritenuta senza via d’uscita». In questo caso grossi problemi finanziari o una mancanza di supporto possono giocano un ruolo importante.

Un’altra possibilità evidenziata dallo scienziato forense è che la madre possa soffrire di un disturbo mentale. «A quel punto chi uccide non è più in grado di valutare la realtà». Succede di fronte a una depressione molto forte o a una malattia psichica. Infine c’è anche l’ipotesi che una madre possa commettere un simile gesto a mo’ di vendetta contro il padre dei figli. «Ma si tratta di qualcosa di molto raro», ha spiegato Knecht.

Figlicidi avvenuti in Svizzera

Le cronache hanno spesso riportato episodi di figlicidi. Ecco i casi più famosi di madri che hanno ucciso i propri figli:

  • A Uitikon, nel canton Zurigo, una trentenne ha ucciso prima i suoi due gemelli (4 anni) e poi si è suicidata. Un passante ha trovato i tre corpi in una zona boschiva. Il fatto è avvenuto il 10 agosto 2020.
  • Il 20 gennaio 2019, una trentenne di Bülach, Zurigo ha picchiato il figlio di quattro anni così gravemente che il bimbo è morto a causa delle ferite. Lo aveva colpito con una cintura o un cavo. Nel novembre 2020 è stata condannata per omicidio colposo. A causa della sua schizofrenia paranoica, è stata condannata a misure terapeutiche ospedaliere.
  • Poco dopo la nascita di suo figlio, una donna di 25 anni lo mise in un secchio. Il neonato morì. È accaduto nel gennaio 2016 a Horgen, Zurigo. La donna è stata condannata a una pena detentiva.
  • Il 1 ° gennaio 2015, la 26enne Nathalie K. ha ucciso i suoi due figli (di 2 e 5 anni) a Flaach, Zurigo. Si è suicidata in prigione nell'agosto 2015.

 

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