keystone (archivio)
VAUD
22.09.20 - 12:480

Attivisti contro Credit Suisse di nuovo a processo

La prima istanza li aveva assolti ritenendo la loro azione «necessaria e proporzionata» vista l'emergenza globale.

LOSANNA - Si è aperto oggi il processo d'appello a dodici attivisti per il clima che nel 2018 occuparono brevemente il Credit Suisse a Losanna. La prima istanza li aveva assolti ritenendo la loro azione «necessaria e proporzionata» vista l'emergenza globale. Il verdetto è atteso per giovedì ma entrambe le parti hanno già lasciato intendere l'intenzione di andare fino al Tribunale federale.

I fatti - Il 22 novembre del 2018 i militanti di Action Climat, di età compresa tra i 21 e i 34 anni, avevano occupato per un'ora e mezza i locali di Credit Suisse a Losanna. Vestiti da tennisti, gli attivisti avevano denunciato «l'ipocrisia di una grande banca che utilizza l'immagine positiva di Roger Federer nelle sue campagne, perseguendo al tempo stesso una politica di investimenti dannosi per l'ambiente».

Alla fine di dicembre Credit Suisse aveva sporto denuncia. Nella primavera del 2019, i dodici erano stati condannati tramite decreto d'accusa a 30 aliquote giornaliere sospese per due anni e a multe dai 400 ai 600 franchi ciascuno, convertibili in 13-20 giorni di reclusione, per violazione di domicilio e resistenza agli ordini della polizia. Gli attivisti avevano presentato ricorso ed erano quindi finiti a processo.

Stato di legittima necessità - Con una sentenza pubblicata lo scorso 13 gennaio, Philippe Colelough, presidente del Tribunale distrettuale di Renens (VD) e giudice unico, ha però riconosciuto lo stato di legittima necessità in cui essi hanno agito e ha giudicato l'azione «necessaria e proporzionata» vista l'emergenza climatica. A suo avviso tale proposta era «l'unico modo efficace per far sì che la banca rispondesse» e «per ottenere la necessaria pubblicità» da media e opinione pubblica.

Questo verdetto è stato il primo in Svizzera e uno dei pochi al mondo a riconoscere lo stato di emergenza in relazione al riscaldamento globale.

Una decisione che la procura vodese contesta e che ha portato davanti alla corte d'appello. Secondo il Ministero pubblico, la sentenza di primo grado sembra estendere il campo d'applicazione delle disposizioni giuridiche nettamente al di là dei limiti fissati finora dalla giurisprudenza in un contesto che comprende aspetti politici.

A porte chiuse - Il processo apertosi oggi a Renens si svolge in parte a porte chiuse, senza pubblico a causa della pandemia di Corona. Sono presenti solo i media. Una settantina di sostenitori degli attivisti per il clima si sono comunque radunati davanti al tribunale e hanno applaudito gli imputati e i loro avvocati al loro arrivo.

Gli imputati sono difesi da una dozzina di avvocati che lavorano per loro senza pretendere retribuzione. Per questo processo di appello, avevano richiesto l'esame di due testimoni, tra cui un climatologo e uno specialista in finanza sostenibile, ma il tribunale ha respinto la loro richiesta.

Il Ministero pubblico, che non era presente all'udienza di gennaio, questa volta è rappresentato dal procuratore generale Eric Cottier, che ha preso in mano il caso.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
GINEVRA 
2 ore
Gli ospedali universitari attivano il dispositivo di gestione delle crisi
Raddoppiato in pochi giorni il numero di infetti.
SVIZZERA
3 ore
«Stiamo volando a vista invece di pianificare le prossime mosse»
L'idea è sapere in anticipo quali restrizioni entreranno in vigore a partire da quale soglia di gravità della situazione
SVIZZERA
6 ore
Test rapidi: risultati affidabili in 15 minuti
Dal 25 settembre Unisanté sta conducendo uno studio sui test rapidi.
VAUD
6 ore
Boom delle vendite grazie al telelavoro, Logitech vola in borsa
Tra luglio e settembre l'impresa ha realizzato ricavi per 1,26 miliardi di dollari
SVIZZERA
7 ore
«I pazienti in terapia intensiva sono in rapido aumento»
Per gli esperti della Confederazione la seconda ondata «è arrivata più velocemente e più forte del previsto».
BASILEA CAMPAGNA
7 ore
Toh, c'è un'auto sul prato di casa!
La vettura era parcheggiata in un quartiere residenziale. Ma si è messa in movimento ed è finita in un giardino
SVIZZERA
8 ore
Troppo alcol in famiglia
Un fanciullo su venti in Svizzera cresce con un genitore alcolista. Lo dice il rapporto Obsan sulle dipendenze
SVIZZERA
9 ore
Legge sul CO2: «Controproducente e costosa»
L'UDC è scesa in campo a sostegno del referendum
SVIZZERA
9 ore
Più di 3'000 casi e altri 53 ricoveri
I tamponi effettuati nel nostro Paese nella giornata di ieri sono 14'224. Il 21,1% ha dato esito positivo.
TURGOVIA
10 ore
Bimbo fermato da uno sconosciuto che tenta di fargli bere qualcosa
L'episodio si è verificato ieri pomeriggio nella località turgoviese di Weinfelden. Il bimbo non ha riportato ferite
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile