Polizia San Gallo
SAN GALLO
09.09.20 - 21:050
Aggiornamento : 22:52

«Costretti a chiedere un prestito per il funerale di nostra madre»

I figli della donna di 46 anni uccisa a San Gallo sono arrivati in Svizzera per recuperare gli oggetti che appartenevano

SAN GALLO - I tre figli della donna italiana di 46 anni uccisa la scorsa settimana a San Gallo da uno sconosciuto sono arrivati in Svizzera. Sono distrutti dal dolore. Così come è annientata dal dolore l'intera famiglia. «Non riusciamo nemmeno a descriverlo quello che proviamo» ha raccontato la zia al portale 20 Minuten.

La donna, come è ormai noto, lavorava a San Gallo come baby sitter di tre bambini. È stata uccisa da un 22enne con una padella di metallo. Si era trasferita da Verona nella cittadina svizzera per lavoro e per aiutare economicamente la famiglia rimasta in Italia.

Stando alla polizia cantonale sembra che vittima e omicida non si conoscessero. Purtroppo la persona che avrebbe potuto spiegare i motivi di questa aggressione non c’è più. L’omicida è stato ucciso dai poliziotti, che lo hanno freddato mentre stava colpendo la donna. Quest’ultima è deceduta poche ore dopo in ospedale, a causa delle ferite riportate.

I figli, come dicevamo, sono arrivati in Svizzera, per sbrigare tutte le pratiche necessarie in queste circostanze: il certificato di morte, lo sgombero di tutti gli oggetti che appartenevano alla mamma. I funerali si sono svolti lunedì in Italia. 

È stato un enorme shock la notizia dell'uccisione. «Io l’ho saputo sul lavoro. Il mio capo è venuto da me e mi ha fatto vedere una notizia di un giornale» ha raccontato la figlia. Con la famiglia per la quale lavorava come baby sitter, hanno mantenuto rapporti cordiali. «Anche il padre dei tre bambini è venuto al funerale, ed costantemente in contatto con noi», ha raccontato la zia della vittima, che vive a Rheintal.

In cerca di un prestito - La famiglia deve ora far fronte a una serie di difficoltà finanziarie. "Stiamo spendendo parecchi soldi», racconta il figlio 30enne, costretto a chiedere un prestito e indebitarsi per poter pagare il funerale, il trasporto della salma e tutto il resto. Finora non si è saputo nulla della famiglia dell'omicida. «È qualcosa di incomprensibile per noi. Basterebbe un piccolo gesto, significherebbe molto», si sfogano i ragazzi.
Hanno svuotato l’intero appartamento dove viveva la madre. Se ne tornano in Italia con mille interrogativi. E con una certezza: la madre è morta cercando di salvare i tre bambini che custodiva.  «Di questo ne siamo assolutamente sicuri».

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