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ARGOVIA
31.08.20 - 20:450

Massacro di Rupperswil: assolto un ufficiale

L'uomo era sospettato di violazione del segreto d'ufficio e di aver istigato alla falsa testimonianza.

La procura rimproverava all'ufficiale di aver dato a conoscenti informazioni confidenziali.

AARAU - Il tribunale distrettuale di Baden (AG) ha assolto un ufficiale della polizia cantonale argoviese sospettato di violazione del segreto d'ufficio e istigazione a falsa testimonianza. Il Ministero pubblico gli rimproverava di aver trasmesso a famigliari informazioni confidenziali sull'inchiesta concernente il quadruplo assassinio di Rupperswil (AG) nel 2015.

La procura rimproverava all'ufficiale, capo della scientifica, di aver dato a conoscenti informazioni confidenziali sulla dinamica del cosiddetto "massacro di Rupperswil", un crimine perpetrato da uno svizzero allora 32enne con tendenze pedofile comprovate. L'agente era inoltre sospettato di aver tentato di persuadere una persona a testimoniare in suo favore qualora dovesse essere interrogata dalla polizia o dalla procura cantonale.

L'accusa chiedeva una pena pecuniaria con la condizionale di 270 aliquote giornaliere nonché una multa di 5'000 franchi. La difesa chiedeva l'assoluzione. Durante il processo l'ufficiale ha negato le accuse sostenendo di non aver mai trasmesso informazioni confidenziali a terzi.

Per l'imputato è però possibile che qualcuno abbia sentito per caso una delle sue conversazioni telefoniche. Ciò potrebbe essere avvenuto in occasione di un ricevimento natalizio avvenuto nella casa dell'ufficiale pochi giorni dopo il quadruplo omicidio.

Nel giustificare l'assoluzione, il giudice unico ha spiegato che le versioni dell'accusa e della difesa sono tutte e due plausibili. Non essendoci le prove che l'ufficiale abbia deliberatamente trasmesso informazioni confidenziali, questi va prosciolto dalle accuse, ha precisato il giudice.

Ergastolo e internamento ordinario - Quello di Rupperswil è uno dei fatti di sangue più eclatanti avvenuti negli ultimi anni in Svizzera. Il 21 dicembre 2015, il 32enne svizzero assassinò brutalmente quattro persone.

L'uomo, reo confesso, abitava nel medesimo quartiere delle sue vittime. In base alla ricostruzione dei fatti, quella sera uccise con tagli alla gola una madre di famiglia 48enne, i suoi due figli di 13 e 19 anni e l'amica del primogenito: le quattro vittime erano riunite nell'abitazione di Rupperswil in vista del Natale.

Prima di sterminare la famiglia, l'imputato mandò inoltre la madre a prelevare 11'000 franchi in due banche e abusò sessualmente del figlio minore. Dopo il massacro, cosparse l'abitazione di petrolio e le diede fuoco. Fu arrestato quasi sei mesi dopo i fatti, mentre stava preparando analoghi attacchi ai danni di famiglie con bambini fra gli 11 e i 15 anni, nei cantoni di Soletta e Berna.

L'uomo è stato giudicato colpevole di quattro assassini, ripetuta estorsione, sequestri di persona, atti sessuali con fanciulli, ripetuta coazione sessuale, incendio intenzionale, possesso di materiale pornografico proibito, nonché di atti preparatori punibili in vista di altri crimini. Per questi reati è stato condannato alla pena detentiva a vita e a una misura di internamento ordinario.

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