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VAUD
17.06.20 - 12:500

Abusò di oltre 80 bambini, condannato a 16 anni

L'uomo fungeva anche da mediatore per altri pedofili

Ha trattato le vittime come merce e come giocattoli sessuali. I giudici hanno ritenuto alto il pericolo di recidiva.

LOSANNA - Un pedofilo svizzero accusato di aver abusato sessualmente di oltre 80 bambini e ragazzi adolescenti in Thailandia è stato condannato in via definitiva a 16 anni di prigione. Il Tribunale federale (TF) ha confermato una sentenza del Tribunale penale della Gruyère (FR) e l'ha riconosciuto colpevole di tratta di esseri umani, atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale e pornografia. Il ricorso dell'uomo è stato respinto.

Il 76enne pedofilo aveva in un primo tempo fatto appello davanti al Tribunale cantonale friburghese contro la sentenza di primo grado e poi si era rivolto al TF. Chiedeva una riduzione della pena a 6 anni, mettendo in dubbio il metodo utilizzato dagli inquirenti per stabilire il numero e l'età delle vittime. Nel suo ricorso, inoltre, affermava che la giustizia thailandese era al corrente dei fatti che gli erano rimproverati in Svizzera e aveva rinunciato a perseguirlo penalmente in un procedimento avviato nel 2014.

Secondo il Tribunale federale, invece i fatti e la colpevolezza del 76enne sono «molto gravi». I giudici losannesi ricordano inoltre che il reato di tratta di essere umani avrebbe potuto essere sanzionato con una pena fino a 20 anni di reclusione.

Stando al TF, considerata la non collaborazione dell'imputato durante l'inchiesta, all'uomo sarebbe dovuta essere inflitta una pena di 12 anni al minimo. Con gli altri capi d'accusa la condanna a 16 anni è giustificata.

Fatti «estremamente gravi» - Sebbene, come afferma l'uomo, tale pena equivale a una condanna a vita, il verdetto della giustizia friburghese è proporzionata ai fatti «estremamente gravi» commessi, ha spiegato il TF.

L'uomo ha trattato le vittime come merce e come giocattoli sessuali. I giudici hanno inoltre ritenuto alto il pericolo di recidiva. Hanno pure sottolineato la sua assenza di rimorsi e il tentativo di diffamare le vittime.

Solo sette di loro sono state identificate e soltanto tre sono state rappresentate da avvocati a questo processo. Una di esse figura in 300 immagini pornografiche ed è stata sottoposta ad abusi di diverso genere dai 10 ai 21 anni.

La maggior parte dei fatti oggetto del processo sono avvenuti tra il 2002 e il 2013. Il 76enne invitava ragazzi poveri nella piscina di sua proprietà, lanciava loro monete e li esortava ad assumere pose oscene per foto e video. Poi li spingeva ad atti sessuali tra loro, con lui stesso o ancora con clienti europei del suo bar per omosessuali a Pattaya, che disponeva di camere ai piani superiori. Un buon numero delle sue prede erano adolescenti, ma c'erano anche bambini di 10 anni. Alcuni hanno subito abusi per un lungo periodo, a volte un decennio.

Già condannato - L'uomo era già stato condannato per aver praticato sesso con minori nel 1980 nel canton Friburgo e nel 1991 in Vallese, prima di trasferirsi nel Paese del sud-est asiatico. Rintracciato in Thailandia, era stato ricondotto in Svizzera per scontare la pena. Era però ripartito per il "Paese dei sorrisi" nel 1996.

Nel novembre 2014, per timore di un procedimento della giustizia francese, era ripartito alla volta della Svizzera e aveva preso domicilio a Bulle (FR), dove è anche riuscito abusivamente a farsi versare prestazioni complementari dall'AVS. Ha tuttavia attirato ugualmente l'attenzione della polizia e della magistratura, che nel febbraio 2015 lo ha fatto arrestare nella cittadina friburghese e lo ha poi rinviato a giudizio per gli atti commessi in Thailandia.

In questo Paese lo svizzero aveva creato un sistema di dipendenza, nel quale i genitori dei giovani malcapitati lavoravano per lui. Fungeva anche da "mediatore", consegnando le proprie vittime ad altri pedofili europei, che a loro volta finanziavano ai ragazzi per esempio scuola e dentista.

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