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VAUD
22.01.20 - 13:510

Vittoria di Michael Lauber contro l'autorità di sorveglianza dell'MPC

Il Tribunale federale non è entrato in materia sul ricorso

di Redazione
ats

LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) non è entrato in materia su un ricorso dell'Autorità di vigilanza del Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC) contro una decisione del Tribunale amministrativo federale (TAF) secondo la quale l'indagine disciplinare contro il procuratore generale Michael Lauber non poteva essere affidata a un esperto esterno.

Il 9 maggio del 2019 l'AV-MPC ha avviato un procedimento disciplinare contro Lauber e incaricato il professor Peter Hänni di dirigere l'indagine. Quest'ultima riguarda gli incontri informali tra Lauber e il presidente della FIFA Gianni Infantino in relazione al procedimento del MPC contro ex alti funzionari del calcio.

Nel luglio seguente Hänni, professore ordinario emerito di diritto costituzionale e amministrativo, ha deciso che gli avvocati del procuratore generale - Lorenz Erni e Francesca Caputo - non potevano essere ammessi per conflitto di interessi, dato che nel caso FIFA difendevano anche gli interessi dell'ex presidente Sepp Blatter.

Michael Lauber e i suoi legali hanno portato la questione al TAF, che non è entrato in materia sul ricorso ma ha constatato che l'AV-MPC non avrebbe potuto delegare l'indagine disciplinare a Hänni, poiché non vi erano le basi legali per farlo. Di conseguenza andava annullata anche la decisione di non ammettere Ernie e Caputo quali difensori del procuratore generale.

L'AV-MPC ha quindi impugnato tale conclusione davanti al TF. La Prima Corte di diritto sociale del TF non è però entrata in materia: nella sentenza pubblicata oggi constata che, in base alla legge sul Tribunale federale, l'AV-MPC non ha il diritto di ricorrere in appello. Da un lato, questa autorità non ha personalità giuridica. D'altra parte, non figura fra gli organi espressamente menzionati dalla legge.

In seguito alla decisione del TAF, l'AS-MPC ha indicato che riprendeva la direzione dell'indagine disciplinare, al fine di garantire una procedura obiettiva ed equa.

In un comunicato odierno l'Autorità di vigilanza dice di prendere atto della decisione della corte suprema, sottolineando che essa non concerne in alcun modo il procedimento disciplinare nei confronti di Lauber. Fino alla conclusione dell'indagine l'AV-MPC non si pronuncerà in merito al procedimento in corso. L'Autorità di vigilanza «si rammarica della decisione del TF poiché le questioni giuridiche che si pongono rimangono senza risposta».

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