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ITALIA
17.01.20 - 14:450
Aggiornamento : 15:05

Salma di una svizzera sparisce e poi riappare, un arresto a Palermo

Mistero attorno alla salma di una donna svizzera nel cimitero di Palermo. Gli inquirenti italiani hanno arrestato un giovane di 25 anni

di Redazione
ATS/S.F.

PALERMO - Le salme in realtà sono due. Una è quella di  un'anziana signora svizzera i cui resti sono scomparsi per cinque mesi e in seguito ritrovati «come uno scarto» in uno dei viali del cimitero. Poi ci sono le minacce al direttore del cimitero dei Rotoli di Palermo. E spuntano pure falsi certificati di morte. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per la trama di un film.  La vicenda, raccontata oggi dal Giornale di Sicilia, ha portato all'arresto di Paolo Rovetto, 25 anni, titolare dell'agenzia di pompe funebri «L'ultima cena». Indagato invece il padre Pietro Rovetto, 44 anni. 

L'anziana signora svizzera da anni viveva a Palermo. È morta nel marzo 2018. Per cinque mesi si sono perse le tracce. I familiari avevano affidato al 25enne l'incarico della cremazione ma l'uomo avrebbe preso tempo mandando certificati di morte e altri documenti falsificati.

Quando le richieste dei parenti, volte a effettuare la cremazione e ottenere i certificati di morte, si sono fatte pressanti ed è stata minacciata la possibilità di sporgere denuncia, il cadavere della donna è "ricomparso" nei vialetti del cimitero di Santa Maria dei Rotoli nei primi giorni di settembre del 2018. Attraverso le immagini del sistema di sorveglianza del cimitero è stato accertato l'ingresso del furgone con il giovane alla guida del mezzo, che avrebbe scaricato il feretro tra i viali del cimitero, dove è stata ritrovata dopo una segnalazione alla polizia.

Un macabro rinvenimento che ha fatto scattare le indagini degli agenti del commissariato di Brancaccio consentendo di accertare come l'indagato abbia creato falsi certificati attestanti il decesso della donna per consentire ai parenti, all'oscuro di tutto, di avviare le previste procedure amministrative e burocratiche in Svizzera, previa certificazione del decesso della donna.

Dell'altro episodio protagonista è una donna morta in ospedale il 26 aprile 2018. Nella confusione del momento la salma era sparita ed è ricomparsa tre giorni dopo. Secondo gli investigatori, a "rubare" la salma sarebbe stato il 25enne che l'avrebbe poi consegnata ai necrofori tre giorni dopo.

Con il giovane, ora ai domiciliari, sono indagati il padre, l'autista di un furgone e un'altra persona. Tempo fa il 25enne era stato coinvolto, con una parte secondaria, in un'operazione antimafia. Il gip sostiene che l'uomo avrebbe goduto della "compiacenza della criminalità organizzata".
 
 

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