Keystone
LOSANNA
31.10.19 - 12:390

Uccise la moglie con l'aiuto della figlia, resteranno in carcere

Il Tribunale federale ha respinto le richieste di liberazione provvisoria per gli autori dell'omicidio di Saint-Légier (VD). Padre e figlia condannati a 18 e 20 anni di carcere.

LOSANNA  - Il Tribunale federale (TF) ha respinto le richieste di liberazione provvisoria per gli autori dell'omicidio di Saint-Légier (VD). Il marito e la figlia della vittima, una 70enne, sono stati condannati a 18 e 20 anni di carcere in prima istanza, ma hanno deciso di fare appello.

Lo scorso giugno, il tribunale dell'Est vodese, a Vevey (VD), ha ordinato la detenzione della figlia per motivi di sicurezza, mentre è stata prolungata la detenzione del padre.

L'81enne è stato condannato a 18 anni di prigione per aver assassinato la moglie 70enne nel dicembre 2016 nell'appartamento in cui due vivevano a Saint-Légier (VD), con l'aiuto della loro unica figlia, che dovrà invece scontare 20 anni di carcere. Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di assassinio e perturbamento della pace dei morti.

In parallelo all'appello contro la condanna, i due accusati hanno deciso di ricorrere - invano - anche contro la loro detenzione. La loro richiesta è stata prima respinta dalla Camera dei ricorsi penali e in seguito anche dai giudici supremi.

In una sentenza pubblicata oggi, infatti, il TF condivide la decisione della giustizia vodese. Le particolari circostanze del caso - una pesante condanna in prima istanza contro le aspettative degli imputati, la contestazione dei fatti, due caratteri forti e legami deboli con la Svizzera - fanno temere una fuga prima della sentenza in seconda istanza.

I giudici losannesi respingono anche le misure alternative chieste da padre e figlia, ad esempio la consegna dei documenti o l'utilizzo del braccialetto elettronico.

Per quest'ultimo punto, tuttavia, i giudici ritengono che sarebbe difficile prevenire una fuga, poiché sarebbe necessaria una sorveglianza continua e allo stato attuale il braccialetto permettere di rilevare solo a posteriori un'eventuale partenza. Per questo motivo, il TF invita a Confederazione e Cantoni a creare una struttura in modo che si possa sorvegliare i soggetti in tempo reale.

L'anziano vodese ha ucciso la moglie con una chiave per smontare le ruote d'auto nella notte tra l'11 e il 12 dicembre 2016. Secondo quanto è emerso dall'inchiesta, la figlia non si sarebbe "accontentata" di aiutare il padre a sbarazzarsi del cadavere e a simulare un suicidio, come aveva sostenuto dopo l'arresto, ma avrebbe partecipato attivamente all'attuazione del crimine. Secondo i giudici, i due hanno premeditato il gesto prima di compierlo.

Il tribunale ha stabilito che gli imputati avevano agito con "determinazione, perfidia, freddezza, crudeltà" e anche per profitto. La vittima, unica proprietaria dell'alloggio della coppia e con un patrimonio superiore ai 900'000 franchi, minacciava regolarmente di escludere dal testamento e di tagliare i fondi al marito squattrinato e alla figlia unica, che dipendeva da lei finanziariamente.

(Sentenza 1B_347/2019 e 1B_362/2019 del 17 settembre 2019)

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