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BERNA
20.08.19 - 09:170

PC-7 precipitato sullo Schreckhorn: «Fu un errore umano»

Chiarita la causa dell’incidente. Non essendo sopravvissuto il pilota, il procedimento non avrà alcun seguito

BERNA - Lo schianto di un PC-7 sullo Schreckhorn è stato causato da un errore umano. È questo, in buona sostanza, l'esito dell'inchiesta aperta sui fatti risalenti al 12 settembre del 2017.

Quel giorno, il velivolo delle Forze aeree svizzere si era schiantato sul versante occidentale della montagna delle Alpi Bernesi. Nell'impatto il pilota aveva perso la vita e l’aereo era andato completamente distrutto.

Il 18 settembre 2017 il divisionario Bernhard Müller, comandante delle Forze aeree, aveva ordinato al giudice istruttore della Giustizia militare di procedere a un’assunzione preliminare delle prove allo scopo di accertare i fatti e di verificare se vi fossero eventualmente i presupposti per un'istruzione preparatoria.

L'errore umano - Nel suo rapporto finale il giudice istruttore afferma che l’aereo si è schiantato in assetto controllato in un punto situato circa 100 metri al di sotto della vetta dello Schreckhorn.

Al momento della collisione il velivolo stava attraversando una nube e si può presumere che il pilota abbia effettuato l’intero volo seguendo le regole del volo a vista. Questo nonostante il fatto che al momento dell'impatto le condizioni meteorologiche a nord delle Alpi non consentivano di volare esclusivamente a vista sulla principale catena alpina.

Nei punti in cui non era possibile volare a vista, il volo avrebbe dovuto essere effettuato secondo le regole del volo strumentale.

Procedura sbagliata - Il giudice istruttore è giunto alla conclusione che, considerate le condizioni meteorologiche, il pilota ha scelto la procedura sbagliata – volo a vista invece che strumentale – per sorvolare la catena alpina o, quantomeno, ch'egli non ha mai formalmente e correttamente comunicato via radio alla Centrale d’impiego una modifica della procedura di volo. La causa dell’incidente è pertanto di natura aeronautica.

Rilevanza penale in sospeso per "ostacolo procedurale" - La questione di un’eventuale rilevanza ai sensi del diritto penale militare del comportamento del pilota può essere lasciata in sospeso. Il decesso del milite rappresenta infatti un ostacolo procedurale. Dall’indagine non è inoltre emerso alcun sospetto iniziale nei confronti di terze persone.

Alla luce di queste considerazioni non sono previsti ulteriori procedimenti ai sensi del diritto penale militare. Il giudice istruttore ha pertanto proposto che al procedimento non venga dato alcun seguito.

Il comandante di corpo Aldo Schellenberg, capo Comando Operazioni, ha approvato la proposta del giudice istruttore. Il procedimento è pertanto concluso e passato in giudicato.

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