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FRANCIA / SVIZZERA
18.05.19 - 18:310

Attacco all'ufficio cambio, condanne pesanti per tre membri della banda

La tentata rapina è avvenuta nel 2013, con l'ausilio di una BMW come ariete. La Francia è stata più severa della Svizzera nella decisione della pena

Lione - Il verdetto è arrivato venerdì sera a Lione, dopo quattro giorni di processo. Alla sbarra sono finiti tre uomini, di 41 e 61 anni, giudicati colpevoli di tentata rapina al cambio della Migros di Thonex, nel Canton Ginevra, avvenuta il 2 novembre 2013. Due di loro sono stati condannati a 10 anni di prigione, mentre il secondo “solamente” a 8.

Originari di Annemasse (Francia) e della regione di Lione, avevano sperato fino all’ultimo un’assoluzione, avendo contestato la partecipazione all’attacco con una vettura utilizzata come ariete.

Una BMW X5 aveva infatti sfondato la vetrina e attraversato l’agenzia di cambio in retromarcia. Formata da cinque a sette malviventi, secondo i testimoni, la squadra disponeva anche di un Kalashnikov, di una granata e di una striscia chiodata. Alcune impiegate hanno raccontato alla corte delle assise di aver avuto giusto il tempo di gettarsi di fianco prima che il loro sportello venisse polverizzato. «Di nuovo!» ha esclamato una di loro, già presente durante l’attacco con l’esplosivo verificatosi nella stessa agenzia nel 2010.

I tre accusati hanno sempre negato di aver partecipato al tentativo di rapina. Nessun testimone, nessuna immagine video, nessuna traccia ha potuto identificarli formalmente sotto i passamontagna e la maschera da sci. Durante la requisitoria, l’avvocato generale ha elencato tutti gli indizi che provavano la loro partecipazione. Per uno si trattava del suo DNA nell’auto rubata servita allo scasso. Per gli altri due, dei contatti telefonici che hanno permesso di rintracciare i loro itinerari nei pressi del luogo della tentata rapina. Tra questi anche il viaggio di ritorno a Lione, passando per Grenoble, come se stessero lasciando un complice.

I loro avvocati hanno tentato di banalizzare la natura di questi multipli contatti. Le spiegazioni minimaliste dei tre uomini sulle loro frequenti visite a Ginevra non hanno però convinto i giudici. Troppo numerose le coincidenze.

Francia più severa della Svizzera - Il procuratore ha riconosciuto che non poteva attribuire dei ruoli precisi nell’attacco. Ma la loro partecipazione ad una banda organizzata permette di considerarli come co-autori. Questa particolarità della legge francese ha definito la sorte dei tre imputati. E fa la differenza con la decisione svizzera. Fermato a Ginevra, un altro membro del commando è stato condannato nel settembre del 2016 per tentativo di rapina a cinque anni di prigione. «A Lione avrebbe preso 15 anni» ha affermato l’avvocato generale.

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