Keystone (archivio)
La partita era stata segnata da diverse provocazioni da entrambe le tifoserie
BERNA / VALLESE
26.03.19 - 12:560

In corteo con gli hooligan, tifoso condannato per sommossa

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso presentato dal giovane: «Restando tra i facinorosi, l'imputato non si è dissociato e deve essere considerato uno di loro»

LANGENTHAL - Il Tribunale federale (TF) ha confermato la condanna di un tifoso vallesano della squadra di hockey su ghiaccio del Visp (VS) per sommossa, violenza e minacce contro le autorità e i funzionari. Il giovane si era unito a un corteo di hooligan nelle strade di Langenthal (BE), al termine di una partita del campionato di Lega nazionale B (oggi Swiss League) del 13 dicembre 2014 contro il club locale.

La partita era stata segnata da diverse provocazioni da entrambe le tifoserie: insulti, saluti nazisti, lancio di bicchieri di birra e cori contro l'avversario. Durante il ritorno verso la stazione, una ventina di hooligan vallesani si erano scontrati contro la polizia e i fan rivali.

L'allora apprendista vallesano coinvolto nei fatti era stato condannato nel 2017 per sommossa, violenza e minacce contro le autorità e i funzionari a 50 aliquote giornaliere da 40 franchi con la condizionale dal Tribunale regionale bernese dell'Emmental-Oberaargau.

La condanna era stata confermata dal Tribunale cantonale bernese, che aveva innalzato la pena a 45 aliquote giornaliere da 130 franchi, prendendo in considerazione l'aumento di stipendio del giovane, non più apprendista.

Quest'ultimo si è così rivolto al TF per chiedere la piena assoluzione, sostenendo che era la prima volta che andava a vedere una partita in trasferta e non si era reso conto che si trovava in mezzo agli hooligan. Il giovane contestava anche il reato di sommossa, ritenendo che il numero di persone coinvolte non fosse sufficiente per meritare tale qualifica.

I giudici di Mon Repos, in una sentenza pubblicata oggi, hanno però respinto le considerazioni del giovane: il reato di sommossa non implica un numero minimo di persone, ma rappresenta piuttosto un raggruppamento all'interno del quale sono commesse collettivamente delle violenze. Rimanendo all'interno del gruppo di facinorosi, l'imputato non si è dissociato e deve dunque essere considerato come uno di loro.

Il TF ha sottolineato che il giovane avrebbe potuto discostarsi dal gruppo a più riprese, unendosi alla frangia più tranquilla dei tifosi del Visp che tornavano verso la stazione di Langenthal. Considerando anche la situazione tesa nel corso della partita, egli avrebbe dovuto sospettare che all'uscita non ci sarebbe stato un corteo pacifico da parte degli hooligan.

La Corte suprema ha concluso che l'uomo non si è unito al gruppo di facinorosi per caso oppure a sua insaputa. Per quanto riguarda l'aumento delle aliquote giornaliere stabilite in secondo grado, i giudici ritengono che il miglioramento della situazione finanziaria del ricorrente fa parte dei nuovi elementi di cui l'autorità giudiziaria d'appello può tener conto.

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