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ZURIGO
19.02.19 - 11:530
Aggiornamento : 14:22

Militari e ragazzi "combattono" per un posto a sedere

Il personale delle FFS esorta i soldati a cedere i loro posti ai passeggeri in piedi. La situazione genera aspri negoziati

ZURIGO - «Una situazione epica!». Così Carmen*, madre di famiglia friburghese, descrive il suo viaggio in treno tra Zurigo e Friburgo di domenica notte.

I vagoni erano affollati. Tra i passeggeri, la mamma e un gruppo di 4 famiglie con 7 bambini, di ritorno a casa. Ma anche un gran numero di militari. Questi ultimi occupavano posti, godendosi le ultime ore di tregua prima di tornare in servizio. Mentre Carmen e i bambini erano in piedi.

«Al servizio della patria» - Di fronte a questa situazione, il personale del treno ha esortato i militari, tramite l'altoparlante, a cedere il proprio posto a vantaggio delle famiglie. «Ma nessuno si è mosso!», lamenta la friburghese.

Poco dopo sono iniziate le discussioni. Carmen, fattasi coraggio, ha chiesto ai soldati di rispettare la richiesta del controllore. Un altro passeggero, da parte sua, ha sentenziato che, essendo al servizio della patria, i soldati non dovevano alzarsi per cedere il loro posto ai bambini.

«Dopo 30 minuti di polemiche, 8 militi si sono finalmente alzati in modo che i 7 bambini del gruppo potessero sedersi. Ma dover chiedere a giovani dai 20 ai 30 anni di alzarsi per fare spazio ai bambini dai 3 ai 12 anni in un viaggio di un'ora e mezza è il colmo», aggiunge la donna.

Non esistono direttive - Interpellate, le FFS hanno spiegato che le istruzioni del controllore erano giustificate. Ma anche che nessun regolamento impone nulla, quindi ogni dipendente è autonomo nel decidere se intervenire o meno in caso di mancanza di posti.

«Il titolo di viaggio dei militari equivale a un biglietto di un qualunque passeggero», replica Delphine German, portavoce dell'esercito. Che ricorda alle FFS gli oltre 40 milioni di franchi l'anno pagati per il trasporto di soldati.

*Nome fittizio

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