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Appartamento dell'amante
GINEVRA
16.10.18 - 18:080

Uccide l'amante con 13 coltellate: «Volevo spaventarla»

Un 41enne ginevrino è a processo in questi giorni. La donna aveva minacciato di raccontare tutto alla compagna

GINEVRA - L’atto d’accusa descrive tredici coltellate, di cui alcune alla gola. Ma l’imputato se ne ricorda solamente un paio. È quanto ha dichiarato ieri durante il processo il 41enne ginevrino, accusato di aver ucciso l’amante nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2016.

All’epoca l’uomo aveva una compagna, presso la quale avrebbe dovuto trasferirsi il giorno dopo l’omicidio. Ma la vittima, una 49enne di Ginevra che aveva una relazione segreta con l’imputato, aveva minacciato di rivelare la loro storia. Il 41enne si è dunque recato dall’amante «per sistemare la situazione».

«Volevo spaventarla» - Una volta giunto sul posto, si è ritrovato di fronte una donna «che rideva con fare strafottente». Ha dichiarato di aver sentito «un grande vuoto», e poi di «averla voluta spaventare». Ha quindi impugnato un grande coltello trovato in cucina e l’ha rivolto contro l’amante, puntando alla gola.

Poi il vuoto, per un lasso di tempo che l’imputato non è riuscito a quantificare. Quando è “rinsavito” «la vittima era sdraiata davanti a me». Realizzando ciò che era successo, l’uomo ha camuffato la scena dell’omicidio per confondere le indagini.

Qualche giorno dopo l'imputato è stato fermato dalla polizia a casa sua.

L'uomo ha dichiarato di essersi pentito: «L’amavo». Ma, secondo lui, la vittima avrebbe «dato il via» alla reazione, ed è anch’essa responsabile della sua morte.

Ora si attende il verdetto del giudice.

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