Keystone
FRIBURGO
15.10.18 - 12:450

Molestata dal 2012, la giustizia reagisce ora

Un sessantenne schizofrenico aveva preso di mira una 30enne. Ora è finito in carcere preventivo

PAYERNE - Il suo calvario dura dal 2012, e forse ora può tirare un sospiro di sollievo. Jenny, proprietaria di un negozio per animali, fino a pochi giorni fa era molestata da un sessantenne con problemi mentali, che si era “invaghito” di lei.

Giovedì una lettera inattesa ha risollevato il morale della 30enne. Il tribunale infatti le comunicava che il suo stalker era finito in prigione per un periodo provvisorio di tre mesi.

L’istanza giudiziaria spiega che la misura viene messa in atto «quando esiste il rischio che qualcuno comprometta la sicurezza degli altri attraverso reati gravi». Il Tribunale ha ritenuto che gli atti ripetuti del sessantenne durano da ormai diversi anni e sono tutti rivolti contro la stessa persona.

L’uomo è affetto da schizofrenia, e nel corso degli anni ha utilizzato a più riprese la violenza, anche contro se stesso. In un episodio il sessantenne si è accoltellato la pancia perché credeva che ci fosse il figlio di Jenny, mentre in un secondo momento ha sgozzato il proprio cane per nutrirsene.

In un rapporto datato 4 ottobre, l’ospedale psichiatrico dove il sessantenne soggiornava abbastanza regolarmente ha segnalato alle autorità giudiziarie che l’uomo presentava «un alto rischio di passaggio all’atto aggressivo verso se stesso o gli altri». Secondo i responsabili dell’ospedale, il sessantenne non avrebbe nessuna «coscienza morbida», sottolineando che il paziente è troppo pericoloso. «Una struttura ospedaliera non è più adatta per assicurare l’incolumità sua e delle altre persone» conclude il rapporto.

L’uomo ha inoltre dichiarato che se la voce che gli parla gli dicesse di uccidere qualcuno, lui si sentirebbe obbligato ad obbedire. Lo stalker ha inoltre sottolineato «l’incontenibile bisogno di vedere Jenny».

Malgrado le buone notizie, Jenny è preoccupata per il futuro: «Queste molestie vanno avanti dal 2012. Le cose sono cambiate solo quando ho lanciato l’allarme tramite le pagine del 20 minutes. Ma cosa succederà alla fine della detenzione preventiva?» si chiede la 30enne.

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