20 minutes / Evelyne Emeri
VAUD
08.10.18 - 16:170
Aggiornamento : 17:38

Il padre incestuoso confessa tutto: «Sono stanco. Tanto nessuno mi crede»

A processo per aver abusato e picchiato gli otto figli e la moglie durante undici lunghi anni, il 42enne vodese si è arreso in tribunale

LOSANNA - «Sono stufo. Non voglio più vivere». Barba lunga e incolta. Sguardo assente. Il padre incestuoso non vuole più lottare. «Tanto non cambia nulla. Nessuno mi crede, che io dica la verità o meno». Poi l'uomo, che beneficia di una rendita AI da quando aveva 20 anni a causa di un ritardo intellettuale, ammette (quasi) tutto. Infine loda «il coraggio» dei figli che hanno deciso di deporre contro di lui.

Ammissione di colpa - Il padre incestuoso crolla. E contrariamente a quanto dichiarato questo pomeriggio - all'inizio del processo in appello - dai suoi avvocati, si fa carico di tutte le accuse. A parte una: il presunto stupro di una delle sue figlie, avvenuto due anni fa in un albergo di Moudon.

Condanna per incesto - L'uomo di 42 anni - ricordiamo - era stato condannato lo scorso 29 marzo per i reati di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, violenza carnale, pornografia e lesioni personali. Gli otto figli della coppia, nati tra il 1996 e il 2014, sono stati ripetutamente picchiati dai genitori sin dall'infanzia. Successivamente il padre, che già commetteva violenze sulla moglie, ha iniziato ad abusare sessualmente della figlia maggiore che all'epoca aveva otto anni. Durante il processo l'uomo aveva negato le accuse e aveva tentato di far passare i figli per bugiardi. Ora l'uomo ha finalmente mostrato la sua vera natura. 

La moglie suo malgrado "complice" - A marzo - ricordiamo - era stata condannata anche la moglie. La donna aveva ricevuto 36 mesi di detenzione (di cui sei da scontare) «per aver chiuso gli occhi di fronte a quello che succedeva in casa», per «violenze» e per le «violazioni del dovere di assistenza o educazione» nei confronti degli otto figli (nati tra il 1996 e il 2014). La moglie, a differenza del marito, aveva accettato la sentenza e non aveva ricorso.

Servizi sociali assenti - I bambini sono stati maltrattati nonostante l'intervento, dal 1997, del Servizio vodese di protezione della gioventù (SPJ) e l'applicazione di una curatela di assistenza educativa per tutti i figli della coppia. Oltre a tracce di violenze fisiche sono state constatate carenze affettive, turbe della socializzazione e del linguaggio, problemi di alimentazione e mancanza di igiene e cure mediche.

Prima testa saltata - Il governo vodese dopo la sentenza aveva annunciato l'apertura di un'inchiesta esterna sul ruolo dei servizi sociali, affidata all'ex giudice federale Claude Rouiller. Questi ha presentato il 24 settembre il suo rapporto, in cui formula pesanti rimproveri all'SPJ e al giudice di pace intervenuto nella vicenda. Il responsabile del Servizio si è nel frattempo dimesso.

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