Keystone
VAUD
27.09.18 - 15:290
Aggiornamento : 16:54

Internamento ordinario per Claude, l'assassino di Marie

La corte ha dovuto rioccuparsi del caso dopo che a marzo il Tribunale federale aveva annullato il suo internamento a vita, confermando tuttavia l'ergastolo

LOSANNA - Claude D. , l'uomo che la notte del 14 maggio 2013 uccise la 19enne Marie nei pressi di Payerne (VD), è stato condannato oggi all'internamento ordinario dal Tribunale cantonale vodese.

Il rischio di recidiva, ritiene la Corte, è estremamente elevato, a un punto definito "insolito" che classifica Claude D. come un "assassino multiplo e sadico". L'uomo è stato inoltre giudicato inaccessibile a misure terapeutiche.

L'assassino era stato condannato nel 2016 all'ergastolo e all'internamento a vita dal Tribunale del Nord vodese e la pena era stata confermata in seconda istanza. La Corte ha però dovuto rioccuparsi del caso dopo che lo scorso marzo il Tribunale federale (TF) aveva annullato il suo internamento a vita, confermando tuttavia l'ergastolo.

La Presidente della Corte penale d'Appello di Vaud, nel corso della lettura della sentenza, ha ricordato il quadro estremamente nero che gli esperti hanno disegnato dell'uomo: un grave disturbo mentale, con il desiderio di dominare e umiliare le donne prima di ucciderle in una stanza chiusa quando queste vogliono scappare. "Non è cambiato" e i sintomi sono ancora sempre ben presenti, ha osservato la Corte.

Secondo la sentenza del TF dello scorso marzo, non vi sono le condizioni legali per giustificare l'internamento a vita, in quanto gli esperti psichiatrici interpellati hanno fornito analisi divergenti. La legge svizzera esige infatti che per ordinare tale provvedimento due valutazioni indipendenti arrivino a qualificare l'autore come "durevolmente refrattario alla terapia".

Già condannato nel 2000

Claude D. era stato condannato nel giugno 2000 a 20 anni di reclusione per aver sequestrato, stuprato e assassinato la sua ex compagna a colpi di pistola nel gennaio 1998. Nell'agosto 2012 era stato posto agli arresti domiciliari con un braccialetto elettronico. Questi erano stati poi revocati in novembre - a causa tra l'altro di scritti pornografici pubblicati su internet - e per l'uomo era stata ordinata nuovamente l'incarcerazione.

Gli arresti domiciliari erano però stati reintrodotti nel gennaio 2013 a seguito di un ricorso dell'interessato, al quale la giudice dell'esecuzione delle pene - che nel frattempo ha lasciato la magistratura vodese - aveva accordato l'effetto sospensivo.

Durante questo periodo aveva conosciuto Marie. Il 13 maggio 2013 l'uomo costrinse la ragazza a salire sulla sua automobile e la portò in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne, dove la strangolò. L'uomo venne arrestato il giorno seguente dopo un inseguimento da parte della polizia. Nel 2016 gli venne inflitta una condanna all'ergastolo e all'internamento a vita dal Tribunale del Nord vodese.

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