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SAN GALLO
05.09.18 - 10:180
Aggiornamento : 17:57

Incendio mortale: svelato il profilo criminale di Simon S.

Ricostruiti gli attimi e le modalità con le quali il giovane decise di incendiare un treno a Salez uccidendo due persone prima di porre fine alla sua vita

SALEZ - A poco più di due anni dal tragico attacco compiuto su un treno della Südostbahn, nei pressi di Salez (SG), e dalla drammatica morte di tre persone, il procuratore sangallese ha definitivamente chiuso l'inchiesta per omicidio plurimo, assalto aggravato,  incendio doloso, interruzione di un trasporto ferroviario e infrazione della legge sugli stupefacenti. L'inchiesta si conclude con la ricostruzione dettagliata degli ultimi passi di Simon S. prima dell'attacco omicida e del suicidio. 


Keystone

I fatti -  Quel 13 agosto 2016, verso le 11, Simon S. lasciò la sua abitazione per recarsi alla stazione ferroviaria di Buchs. Con sé aveva uno zaino con dentro due bottiglie di benzina alchilata, due accendini a gas, tre pugnali, un coltello pieghevole e un'accetta. 


Keystone
Stazione di Buchs

Arrivato in stazione, il 21enne salì a bordo di un treno alle 11:48  arrivando alla stazione di Uznach alle 12:42. Lì prese il treno per Sargans alle 13.13. Durante questo viaggio salivano sui vari vagoni, da diverse fermate, quelle che sarebbero state le vittime dell'attacco. 

Simon S., giunto alla stazione di Buchs alle 14.10, scese dal treno, passeggiò per un istante lungo la banchina, per poi risalire nell'ultimo vagone e sedersi di nuovo. Il treno ripartì alle 14:15.

A quel punto il giovane estrasse dallo zaino un accendino a gas prima, una delle bottiglie piene di benzina poi. Versò quindi il liquido infiammabile sulla testa di una 17enne, ignara di quanto stava per accadere. A quel punto con l'accendino scatenò le fiamme prima di fuggire. 

Attorno al corpo della 17enne esplose una palla di fuoco che raggiunse una bambina di 6 anni e la madre 43enne, che si trovavano nelle immediate vicinanze riportando ferite. 


Keystone

L'imputato oltrepassò quindi una 34enne che cercava di fuggire, la bloccò tenendola per una spalla e la pugnalò due volte con un coltello prima di rivolgere l'arma contro se stesso.

Il vagone in fiamme, intanto, si riempì di fumo mettendo a rischio i passeggeri del treno. A quel punto partì il sistema antincendio. Il treno si fermò alla stazione di Salez, permettendo ai passeggeri rimasti di abbandonare il vagone. 


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Melissa, la 17enne che morì 15 giorni dopo l'aggressione

Le vittime - L'imputato  e la 34enne sono morti in seguito alle ferite riportate il giorno successivo. Molto più lunghe le sofferenze per la 17enne, che ha ceduto alle gravissime ustioni solo il 31 agosto. La bambina di 6 anni ha riportato ustioni di 3° grado, mentre la madre della piccola ustioni moderate. Il danno al treno? Diverse centinaia di migliaia di franchi.

Il profilo psicologico - L'inchiesta ha stilato anche un profilo psicologico del 21enne. Il giovane è stato un solitario per tutta la vita. Si è ammalato all'età di 12 anni di una malattia agli occhi che ha mutato il suo aspetto. Ha sofferto psicologicamente per questa menomazione. Ha vissuto in solitudine dopo aver perso il lavoro nel gennaio del 2016. 

Probabilmente a causa della sua malattia agli occhi, non ha mai avuto una relazione. Mostrava interesse per le sostanze combustibili e articoli pirotecnici. Possedeva anche diversi coltelli. 

Secondo la perizia il giovane aveva sì progettato il crimine, ma senza mirare a qualcuno di preciso. Scelse, insomma, persone e luogo a caso.

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